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Boris alla ricerca di una nuova maggioranza

Resta complicato il percorso verso la Brexit

Rocco Cangelosi 25/07/2019

Boris alla ricerca di una nuova maggioranza Boris alla ricerca di una nuova maggioranza Comincia oggi l'era Johnson. Completati gli adempimenti formali e ricevuta l'investitura a Buckingham Palace dalla Regina,il nuovo Primo Ministro si appresta ad affrontare il Parlamento, con un governo composto da duri e puri Brexiters come Domenic Raab agli esteri e Micael Gove vice premier. Dei moderati come Hunt, nonostante la volontà di riunificare il Paese, non c'è nemmeno la traccia. La maggioranza di cui Johnson dispone è assai risicata,  la stessa sulla quale si reggeva il Governo di Theresa May grazie al sostegno determinante del partito Unionista dell'Irlanda del Nord, ma non dovrebbe trovare ostacoli per ottenere la fiducia di Westminster. I problemi tuttavia arriveranno molto presto, quando dovrà essere affrontato il nodo della Brexit che Boris Johnson sostiene di poter risolvere nei 99 giorni che lo  separano dalla fatidica data del 31ottobre.
 
Non esiste infatti una maggioranza in questo Parlamento per approvare l'accordo negoziato da Theresa May  senza una modifica sostanziale del backstop irlandese che la Ue non accetterebbe mai. Ma anche per un "no deal" non c'è maggioranza. Johnson potrebbe essere pertanto tentato  di ricorrere alle urne per ottenere una nuova e più larga maggioranza.
 
Una tentazione costata cara a Theresa May, e che potrebbe ripetersi per Johnson in un confronto elettorale dove il Brexit Party di Farage potrebbe sottrarre molti voti ai conservatori e far mancare in molti collegi la maggioranza necessaria per ottenere il seggio, salvo un accordo di ferro di desistenza con Farage, facendo in tal modo un regalo inaspettato ai laburisti di Jeremy Corbyn. Ma Boris dovrà vedersela anche con il redivivo partito liberale, guidato dalla combattiva Jo Swinson, una scozzese considerata da molti la vera alternativa credibile per imporre una svolta alla politica britannica e trarre il Paese dall'impasse in cui sembra precipitato. Si annuncia pertanto un periodo di grande fibrillazione e l'ipotesi di un secondo referendum fortemente sostenuta dai liberali e da una parte consistente del Labour potrebbe essere alla fine uno sbocco inevitabile.
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