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Bugie, intrighi, vendette: arriva il B-day

Boris Johnson Primo ministro inglese

Maria Grazia Enardu 23/07/2019

Boris Johnson Boris Johnson Domani Theresa May andrà da Elisabetta per dimettersi e indicare il successore, Boris Johnson, che ha avuto il voto del 66% di 160 mila iscritti Tory.  Subito dopo arriverà lui, bacerà la mano della sovrana ed uscirà Primo ministro. Domani, 24 luglio, tra i santi del giorno figura un Boris di Kiev, morto ammazzato nel 1015 (dai vichinghi di Russia), una prece in memoria. Appena entrato a Downing Street avrà contro i nemici, non pochi e accumulati con impegno da anni, e gli amici che aspettano di veder mantenute le variegate promesse. Di fare il Brexit e subito (mancano 100 giorni), di non fare elezioni e nemmeno un secondo referendum. Sviluppo ed unità, pure. Uno o più degli obiettivi sono incompatibili, non basterà farfugliare e arruffare i capelli. Dovrà subito scrivere istruzioni ai comandanti dei sottomarini nucleari: vedi mai Trump bombardasse Londra, potranno colpire Washington, si chiama deterrenza. Le responsabilità di un PM sono enormi, schiaccianti, senza pause,  e Boris sarà al vertice di un paese confuso, diviso, sovraesposto, come lui. E poi c'è il Brexit, su cui deve decidere subito.
 
 
Boris ha insospettate sponde, a Dublino e Bruxelles soprattutto. Il Brexit hard faceva paura con Theresa May, figuriamoci con lui. Vogliono trattare, non sull'accordo, ma sul resto. I tempi, magari eterni; il backstop ovvero l'unione doganale non esplicita; il documento sui futuri rapporti, tutto o quasi per arrivare vivi al dopo Boris. Argomento tabù, il  Brexit è quasi copertura. Perché prima di Natale dovremmo avere una certezza. O Boris scoppia, per rivolta dei Comuni, dei Tory, della Regina (ipotesi non proprio remota) e arriva un altro, uno normale. O scopriremo che Boris è il messia, pani, pesci, bel Brexit, un paradiso in terra. Certo, i messia di solito finiscono male, ma rendono interessante la vita a seguaci, nemici e astanti, Sarà uno show fantastico, in parallelo con quello di Washington. Buona visione.
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