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Un ambasciatore nello zoo di Washington

La nuova faida fra i Tory a Londra

Maria Grazia Enardu 09/07/2019

Kim Darroch al cospetto di Elisabetta II Kim Darroch al cospetto di Elisabetta II Kim Darroch, ambasciatore di Sua Maestà, ha di certo passato il suo tempo a Washington a spiegare che il Brexit non è indice di totale follia. Ma ha anche scritto al suo governo che Trump è inetto e insicuro, che può finire male. Acqua fresca, poteva dire che è un bugiardo patologico, un fallito (bancarotte), un razzista etc. Pure colluso con Putin ma il rapporto sul Russiagate ammette che è difficile da provare in tribunale. Purtroppo i riservati dispacci sono finiti sulla pettegola Mail. E il Regno Unito si è diviso tra i pochi che vogliono l'uscita di Darroch e i molti arrabbiati per la violazione del segreto d'ufficio. Il Foreign Office, guidato dal rivale di Boris Johnson, fa sapere che gli ambasciatori "sono pagati per essere sinceri". Theresa May, PM ancora per poco, rifiuta di scusarsi con Trump ma non condivide le opinioni di Darroch, cioè si arrampica sugli specchi come quel matto che ha scalato il grattacielo Shard di Londra.
 
Alla vigilia della designazione (tale è) di Johnson ad aspirante PM, e in attesa dei complotti che partiranno un secondo dopo, ci mancava solo un'altra faida. L'indiscrezione è partita da un politico o un alto burocrate. Il Foreign Office forse no, è un covo di mandarini filo-Ue e anti-Trump ma chissà. Però non giova a nessuno, se non come gesto di vendetta e anarchia, e Londra oggi è teatro di tutto, spunta pure l'inevitabile pista russa. Darroch è comunque in uscita, ma è piccola vicenda nel caos generale che il 23 luglio, ultimo giorno di May, aprirà fase nuova. In apparenza, se Johnson riuscirà a far cambiare linea alla Ue sul Brexit, ma in realtà se i ribelli Tory riusciranno a farlo saltare. Darroch sarà dimenticato ma due cose ci paiono simboliche. Si chiama Kim, come il protagonista del libro di Kipling nell'India del Grande Gioco, ed è laureato in zoologia. Speriamo evada intero dalla gabbia delle belve, di qua e di là dell'Atlantico.
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