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Germania, recessione evitabile

Ma il governo deve spendere di pi¨ abbandonando l'ossessione per il pareggio di bilancio

Andrea Boitani 04/07/2019

Germania, recessione evitabile Germania, recessione evitabile Previsioni di crescita tagliate per il 2019 allo 0,5%. Esportazioni in frenata, specie nel settore auto, che conta per circa il 20% di tutte le esportazioni tedesche. Ma disoccupazione ancora sotto il 5%, un vero record per l’Europa. Rallentamento congiunturale o segnali che la superstar d’Europa comincia a brillare un po’ meno? La performance dell’economia tedesca a partire dal 2004 (+21,5% di crescita del Pil pro-capite in 14 anni, oltre l’1,5% annuo, nonostante la caduta del 5,3% nel solo 2009) è straordinaria, se confrontata con quella contemporanea di molti altri paesi europei. Ma tra il 1999 e il 2004 la Germania era descritta come “l’ammalata d’Europa”, con una crescita dello 0,8% l’anno. La resilienza tedesca dal 2004 si è basata molto sull’export, grazie a una programmata riduzione del costo del lavoro per unità di prodotto, a sua volta ottenuta più col contenimento della dinamica salariale (concordata già alla fine degli anni ’90 coi sindacati) che con aumenti di produttività.
 
D’altra parte, secondo Marcel Fratzscher dell’Università Humboldt di Berlino, oggi in Germania ci sono circa 8 milioni di occupati che percepiscono bassi salari, 3 milioni in più che nel 1995, nonostante i salari abbiano ripreso a crescere più della produttività. Il rischio di povertà è cresciuto dall’11% di metà anni ’90 al 17% di oggi. Gli investimenti pubblici sono crollati. Insomma, mentre quella tedesca rischia di diventare un’economia di mercato “anti-sociale”, il boom economico trainato dalle esportazioni ha una base di domanda interna ristretta e perciò oggi potrebbe soffrire molto per la contrazione degli scambi internazionali dovuta alle guerre commerciali annunciate e già avviate. Anche se le entrate tributarie rallenteranno col rallentamento del Pil, la Germania ha lo spazio fiscale e la capacità amministrativa per sostenere la crescita, investendo in istruzione permanente, in infrastrutture, in ricerca, in sostenibilità ambientale. Solo che il governo di Grosse Koalition abbandoni l’ossessione per lo Schwarze Null.
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