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Trump e le manipolazioni del cambio

Anche il nostro Paese finisce nella lista dei sospetti

Pia Saraceno 14/06/2019

Trump e le manipolazioni del cambio Trump e le manipolazioni del cambio Tutto fa brodo per giustificare le guerre commerciali di Trump? Il mandato definito dall’Omnibus Trade and Competitiviveness act del 1988 assegna alla Segreteria del Tesoro Usa il compito di “consider whether countries manipulate the rate of exchange between their currency and the United States dollar for purposes of preventing effective balance of payments adjustments or gaining unfair competitive advantage in international trade". A fine maggio il rapporto, con la classifica dei paesi sospettati di manipolazione, è stato inviato al Congresso e nella lista ritroviamo con sorpresa la Germania e l’Italia, oltre ovviamente alla Cina! Per rafforzare le evidenze a supporto di quello che viene ventilato come possibile “one side intervention” invocato dalla Presidenza, i criteri adottati, per valutare la possibile manipolazione della moneta, sono diventati più restrittivi ed è stato ampliato il numero di paesi da monitorare. E’ accaduto così che indiziati come possibili manipolatori sono finiti paesi che non hanno una propria valuta, in quanto hanno surplus bilaterali con gli Usa superiori ai 20 miliardi di dollari ed un surplus di parte corrente superiore al 2% del GDP. Per contro, paesi che hanno l’euro come valuta, come Olanda e Belgio, potrebbero adottando gli stessi criteri accusare gli Usa di manipolazione del cambio del dollaro!
 
E’ evidente il “nonsenso istituzionale”  al servizio dell’Amministrazione di turno, come lo ha definito qualche commentatore. Applicando metodologie meno “manipolate” risulterebbe per contro che la pratica delle svalutazioni competitive si è molto ridimensionata e che nel 2018 è al più basso livello dal 2001. Anche la Cina, nazione che ha maggiormente agito sul proprio cambio fino al 2013, era assente dalla lista da almeno quattro anni. Ma le pressioni di Trump sulla Fed per abbassare il tassi d’interesse volti a guadagnare competitività non sono manipolazioni del cambio?
 
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