Versione stampabile Riduci dimensione testo Aumenta dimensione testo

Alta tensione nello stretto di Hormuz

Rischi di conflitto tra Arabia e Iran mentre gli Usa mandano la flotta

Rocco Cangelosi 15/05/2019

Alta tensione nello stretto di Hormuz Alta tensione nello stretto di Hormuz Lo stretto di Hormuz sul quale si affacciano gli Emirati arabi da una parte e l'Iran dall'altra, sembra destinato a divenire l'epicentro di un confronto armato tra i paesi del Golfo suscettibile di coinvolgere le maggiori potenze mondiali. La denuncia di Riad per il danneggiamento di due petroliere battenti bandiera saudita, che ha coinciso con l'attacco di un drone di provenienza non identificata a un impianto petrolifero sul proprio territorio, ha immediatamente alzato la tensione in una situazione già estremamente delicata, dopo la decisione di Washintgton di indurire le sanzioni nei confronti dell'Iran accusato di non rispettare gli impegni legati all'accordo sul nucleare. Intanto gli Stati Uniti stanno muovendo una consistente forza navale verso il Golfo Persico guidata dalla portaerei Lincoln, mentre Trump conferma la possibilità di inviare nella regione un contingente di 120.000 uomini (lo stesso numero che fu utilizzato per l'invasione dell'Iraq) se la situazione dovesse degenerare. E' in corso anche una frenetica attività diplomatica di Mike Pompeo mirante da una parte a isolare il governo di Teheran e dall'altra a piegare l'Iran a un modus vivendi che corrisponda alle esigenze Washington e nello stesso tempo eviti un confronto diretto con la Russia.
 
Vari paesi della regione come l'Arabia Saudita e gli Emirati, fatta eccezione per il Qatar, spingono per un intervento americano che metta fine al regime degli Ayatollah, trovando in questo il pieno sostegno politico e militare di Israele. In questo contesto l'Unione europea cerca di mantenere una posizione equilibrata tenendo fede all'accordo, ma nello stesso tempo respingendo ogni tentativo di ricatto di Teheran, che minaccia di riprendere piena liberta' di azione per lo sviluppo del suo programma nucleare. Ma tutto questo non può bastare ad abbassare la tensione. Si impone pertanto un'iniziativa europea per scoraggiare l'escalation nella regione che avrebbe inevitabili e immediate ripercussioni in Europa e sugli equiIibri mondiali. E' in situazioni come questa infatti che l'Unione europea deve dimostrare la sua esistenza e  l'ineludibile necessità del suo ruolo nel contesto internazionale.
Altre sull'argomento
Il fascino (un po' sinistro) del Metropol
Il fascino (un po' sinistro) del Metropol
L'albergo moscovita teatro delle trattative del leghista Savoini
Una donna e l'Europa da cambiare
Una donna e l'Europa da cambiare
Sintesi degli editoriali dei principali quotidiani
La paura di un leader braccato
La paura di un leader braccato
Sintesi degli editoriali dei principali quotidiani
Pubblica un commento
Per inserire un nuovo commento: Scrivi il commento e premi sul pulsante "INVIA".
Dopo l'approvazione, il messaggio sarà reso visibile all'interno del sito.