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Stallo armato in Venezuela

L'esercito resta in gran parte fedele a Maduro e gli Usa temporeggiano

Rocco Cangelosi 03/05/2019

Stallo armato in Venezuela Stallo armato in Venezuela Lo stallo sembra prevalere in Venezuela dopo il fallito tentativo dell'autoproclamato presidente Guaido, appoggiato dal leader storico dell'opposizione al governo chavista di Maduro, Leopoldo Lopez. La maggior parte dell'esercito, infatti, continua ad essere fedele a Maduro con il quale gli alti ranghi militari si spartiscono le  risorse provenienti dal petrolio e dal traffico di droga, mentre la popolazione  e' ormai allo stremo e in preda alla disperazione. Guaido' continua la sua battaglia ,proclamando lo sciopero generale, ma l'atteso sostegno da parte di Washington si è tradotto finora solo in parole e minacce. Sembra che Trump abbia dimenticato la "dottrina Monroe" e che ogni intervento militare, nonostante le affermazioni di Mike Pompeo, sia per il momento escluso dalla Casa Bianca.
 
La situazione è resa più complessa dal ruolo da Russia e Cina che sostengono per interessi diversi Maduro. Putin mira a mantenere la sua influenza in Sud America, ma stando attento ad evitare che la presenza russa venga percepita come una minaccia diretta contro gli Usa per evitare che si riproduca una situazione analoga alla crisi cubana del 1962. La Cina ha tutto l'interesse a mantenere il governo in carica, che gli assicura un accesso privilegiato allo sfruttamento delle ingenti risorse petrolifere e minerarie del Paese.
 
Sul terreno agiscono consiglieri militari cubani, la cui presenza ha determinato una dura reazione di Washington verso l'Avana. Nonostante il riconoscimento ottenuto da più di 50 Paesi, ma non dall'Italia, Guaido' non riesce a ottenere il sostegno sufficiente per indurre Maduro ad una resa onorevole. Il tentativo dell'opposizione intavolato con alcuni rappresentanti governativi per destituire Maduro e trasportarlo a Cuba sembra sia fallito per il mancato appoggio Usa. Le esitazioni della Casa Bianca rendono la situazione di Guaido' sempre più difficile e ridanno fiato a Maduro. Manca la spinta politica della Casa Bianca che dovrebbe guidare un'energica azione di mediazione latinoamericana auspicata da Messico, Argentina, Brasile, Colombia, Paraguay e Cile, mentre il ruolo dell'Europa appare ancora una volta ininfluente.
 
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