Versione stampabile Riduci dimensione testo Aumenta dimensione testo

Libia, i costi di una politica sbagliata

Nonostante l'attivismo di Conte, l'Italia rischia di pagare l'offensiva di Haftar

Rocco Cangelosi 15/04/2019

Libia, i costi  di una politica sbagliata Libia, i costi di una politica sbagliata Il nostro governo ce la sta mettendo tutta: Conte ha preso la situazione in mano, ha costituito il gabinetto di crisi, mantiene contatti con tutte le fazioni libiche, incontra l'emissario di Haftar, il vice ministro del Qatar, cerca sponde nella Merkel e in Trump nella speranza di arginare una situazione che minaccia direttamente il nostro paese, con migliaia di profughi pronti a imbarcarsi verso l'Italia e i terroristi a entrare in azione. L'innegabile attivismo del premier non può tuttavia nascondere gli errori di prospettiva commessi dalla compagine giallo-verde. L'ingenua illusione di avere avviato a soluzione il problema libico con la conferenza di Palermo ha fatto si che il governo italiano è stato preso di sorpresa dall'attacco di Haftar scatenato alla vigilia della conferenza nazionale di Ghadames e mentre si trovava in Libia il Segretario generale dell'Onu, Guterres. Inutile dire che l'iniziativa di Haftar ha trovato appoggi diplomatici e aiuti militari da parte di Egitto, Russia e soprattutto Arabia Saudita ed Emirati, ed è stata facilitata dalla posizione ambigua della Francia e dall'intrinseca inconsistenza del governo guidato da Al Sarraj. Il nostro isolamento in sede Ue ha fatto il resto.
 
Non c'è dubbio che Haftar abbia rotto i patti e che la sua aggressione debba essere condannata. Ma quello che conta è il rapporto delle forze in campo. Haftar combatte anche la guerra per procura commissionata da Arabia Saudita ed Emirati contro il temuto partito dei Fratelli Musulmani in contrapposizione a Turchia e Qatar orientati a sostenerlo. La famosa cabina di regia che l'Italia avrebbe dovuto mettere  in atto con gli Usa non è mai entrata in funzione e la nostra azione diplomatica tutta incentrata sul sostegno a Serraj è stata cortocircuitata. Il destino del governo di Tripoli dipende ormai dalla resistenza opposta dalle milizie di Misurata e Zintan, che potrebbero tuttavia essere indotte a trovare un accordo con l'uomo forte di Bengasi. Adesso il nostro di governo cerca sostegno  in ambito Ue e in ambito G7 e forse potrà ottenere una dichiarazione di condanna di Haftar, che intanto però attesta le sue truppe alle porte di Tripoli. Anche in Libia, come in Siria, alla luce di quanto sta avvenendo sembra che si vada delineando  una "pax russa", destinata a colmare il grande vuoto lasciato nel Mediterraneo  dall'America di Trump, che ha sempre guardato con freddezza al GNA di Sarraj, per quanto fosse riconosciuto dall'Onu. Oltre alla Russia, Francia ed Egitto sono pronte a incassare il loro dividendo politico ed economico  della crisi libica, mentre sull'Italia si scaricheranno tutti i costi dell'operazione Haftar.
Altre sull'argomento
Libia, Trump spiazza Conte
Libia, Trump spiazza Conte
Il presidente Usa ha legittimato Haftar come combattente contro il ...
 Notre Dame, il fuoco, le querce, le api
Notre Dame, il fuoco, le querce, le api
Come ricostruire la Cattedrale con tecniche antincendio
Come usare il deficit
Come usare il deficit
Un confronto fra Italia e Giappone
Pubblica un commento
Per inserire un nuovo commento: Scrivi il commento e premi sul pulsante "INVIA".
Dopo l'approvazione, il messaggio sarà reso visibile all'interno del sito.