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Una portarerei per l'Europa

La replica tedesca al manifesto di Macron lascia spazio al populismo

Rocco Cangelosi 13/03/2019

Una portarerei per l'Europa Una portarerei per l'Europa La risposta tedesca al manifesto di Macron sul rilancio dell'Europa è arrivata  con un'editoriale della Welt (ripreso da vari giornali europei), di Annegrette Kamper-Karrenbauer (Akk), la nuova leader della Cdu subentrata a Merkel. Si tratta tuttavia di una risposta che, a differenza del manifesto di Macron ,ridimensiona la centralità delle politiche europee e concede spazio alle pulsioni populiste che serpeggiano anche nella Cdu, facendosi interprete del "Volksgeist" che spira in Germania e in Europa. Pur condividendo gli obbiettivi di fondo e le preoccupazioni del presidente francese sulla gravità del momento, le ricette di Akk divergono sostanzialmente da quelle di Parigi e in taluni casi rischiano di entrare perfino in rotta di collisione. Sul piano esterno la leader Cdu lancia proposte audaci per quanto riguarda la difesa comune, arrivando a proporre un Consiglio di sicurezza aperto anche alla Gran Bretagna e il varo di una portaerei europea come simbolo del potere militare di un'Europa forte in grado di fronteggiare sul piano economico, industriale e tecnologico Cina, Russia, Usa e le altre potenze emergenti. Come Macron, sostiene la lotta per la salvaguardia dell'ambiente, il rafforzamento di Shengen, una maggiore protezione delle frontiere esterne, lo sviluppo dell'economia digitale, una politica migratoria ordinata con regole comuni per il diritto d’asilo e l'introduzione di un «registro elettronico» .
 
Sul piano interno, invece, in relazione alle politiche economiche e sociali, Akk condanna il centralismo e lo statalismo europeo, predica prudenza e sussidiarietà limitando i compiti delle istituzioni europee e difende i risultati ottenuti  con la stabilizzazione dell'Eurozona. Non solo, ma su alcuni aspetti Akk tocca nervi molto sensibili per la Francia, proponendo di trasferire a Bruxelles il Parlamento europeo che ha sede a Strasburgo e un seggio comune europeo nel Consiglio di Sicurezza Onu, contraddicendo il recente accordo di Aquisgrana che impegnava i due paesi a battersi per un seggio permanente da attribuire alla Germania. Particolarmente inquietante infine il riferimento ai problemi migratori e alla politica di integrazione, con l'idea di  creare  cattedre universitarie "le cosiddette  cattedre di Nathan"  per formare gli iman. Un terreno scottante per le comunità islamiche in Francia, ma anche nella stessa Germania. Lasciano perplessi inoltre alcune proposte di sapore populista come la tassazione degli stipendi degli eurocrati o l'esenzione dall'onere della ripartizione degli immigrati dei paesi più impegnati in difesa dei confini (Polonia e Ungheria). Un documento, quello di Akk che, a differenza di quello di Macron, non prende una posizione netta nei confronti dei movimenti populisti, ma concede loro spazio indebolendo in tal modo il fronte dei partiti europeisti opposto a quello popular-sovranista. Macron, checché se ne dica, resta al momento l'unico baluardo credibile all'avanzata populista e l'unico europeo che con coraggio mette in gioco la sua leadership per salvaguardare il futuro dell'Ue.
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