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Il disimpegno Usa in Medio Oriente

E il Segretario di Stato Pompeo chiede anche a noi italiani un maggiore ruolo

Rocco Cangelosi 07/01/2019

La cittÓ di Duma, in Siria La cittÓ di Duma, in Siria La repentina decisione di Donald Trump di ritirare il contingente americano dalla Siria, anche se rinviato di quattro mesi, pone gravi interrogativi sul futuro della regione. Lasciando mano libera a Russia,Turchia e Iran apparentemente senza contropartite, il presidente americano mette in primo luogo a repentaglio la sorte dei curdi dell'Ypg, finora baluardo imprescindibile contro le forze dell'Isis, creando allo stesso tempo allarme in Israele e nelle monarchie del Golfo per il conseguente aumento della influenza di Teheran nella regione. L'annuncio dato da Trump via twitter poco meno di due settimane fa ha immediatamente prodotto un primo importante effetto, spingendo i curdi dell'Ypg a negoziare con Assad per contenere una prevedibile offensiva turca nelle zone da loro occupate. In questo contesto Putin rimane l'unico a mediare una soluzione politica per contemperare le esigenze di Erdogan con quelle dell'Ypg.
 
Ma le conseguenze della decisione americana sono destinate a farsi sentire in tutta la regione mediorientale, tanto più che Trump ha annunciato anche il rientro di una parte importante delle forze americane in Afghanistan, lasciando di stucco il suo ministro della difesa Jim Mattis, costretto alle dimissioni. Il disimpegno americano nel quadrante mediorientale lascia perplessi alleati e osservatori internazionali anche perché non si riesce a intravedere quale sia il vantaggio che The Donald potrà trarre da una decisione unilaterale non negoziata, se non consolidare il suo consenso elettorale.
 
Le tendenze sempre più isolazioniste della politica estera del presidente Usa chiamano l'Europa ad assumersi una più diretta responsabilità per evitare che il sovvertimento dei delicati equilibri geo strategici nella regione finiscano per risolversi a tutto vantaggio di Putin e dei suoi alleati, mettendo a repentaglio la propria sicurezza. Ne è in parte la riprova, la posizione espressa a Washington dal Segretario di Stato Mike Pompeo al nostro ministro degli Esteri Moavero Milanesi, al quale è stato fatto presente che a fronte del ritiro dei militari americani dal Medioriente ci si attende un maggior impegno da parte di Paesi alleati come l'Italia, che operano nell'area con proprie truppe.
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