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Natale in Terrasanta col rebus pace

Il Piano Trump ôa contenuto tecnologicoö

Maria Grazia Enardu 20/12/2018

Natale in Terrasanta col rebus pace Natale in Terrasanta col rebus pace In una storia centrata su Bethlehem e altri luoghi di un pezzetto di terra che ha molti nomi, l'augurio di buon anno è inutile, semmai ironico. Nel 2019 succederanno molte cose, tutte negative. La più incerta, perché affidata all'umano capriccio, è lo svelarsi del piano di pace tra Israele e palestinesi made in Trump. Messo insieme da una squadra che è espressione del movimento dei coloni del West Bank, attraverso lo stesso ambasciatore Usa in Israele: ha mostrato un fotomontaggio di un Tempio ebraico ricostruito dove ora ci sono le moschee, a Gerusalemme. Ma ci hanno lavorato su anche l'avvocato immobiliarista di Trump e il genero Kushner, l'unico che ha un solido canale arabo, sia pure saudita e con il principe Mohammed bin Salman, quando costui non si occupa di omicidi ed altri contrattempi. Che cosa abbiano concluso non si sa, ma l'ambasciatore Usa all'Onu, uscente, ha detto che è un piano con “contenuto tecnologico”. E mai termine fu più allarmante. Droni spia? Muri "intelligenti"? Pattuglie di robot? Foto di pedoni e database? Domani, un microchip?
 
Però si sanno alcune cose. I palestinesi, tutti (Autorità, Hamas) sono contrari, senza un ripristino della linea ante 1967, Gerusalemme Est e simbolico ritorno, non se ne parla. È contrario Netanyahu, perché un ritiro anche ridotto ci deve essere e lui non vuole nè finire ammazzato nè dire no a Trump. Lo capiamo. Ma più tempo passa, più l'occupazione si consolida, più si va verso uno Stato unico, come si rassegnano molti palestinesi, e sulla sua natura non ci sono dubbi, o è la fine del sionismo o è fascismo. Tutte le parti in causa fanno bassa politica ma alla fine si distingue tra chi occupa, e sogna un futuro legato a un antico passato, e chi è occupato, e ha una storia molto lunga. In una regione di conflitti aperti e potenziali, dove ogni mossa tocca ogni altra pedina, di solito male. Augurarsi un buon 2019 significa spostare in avanti l'orizzonte cupo, ma è umano.
 
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