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L'onda lunga dei gilet gialli in Francia

E la vittoria della destra in Andalusia

Rocco Cangelosi 05/12/2018

L'onda lunga dei gilet gialli in Francia L'onda lunga dei gilet gialli in Francia Nel tentativo di trovare una soluzione alla crisi innescata dalla protesta dei gilet gialli, il primo ministro francese, Edouard Philippe ha annunciato che saranno sospesi gli aumenti delle tasse su carburanti, luce e gas. Il Governo francese e il Presidente Macron fanno una precipitosa marcia indietro, preoccupati non solo dalle proteste sfociate in alcuni casi in una vera e propria guerriglia urbana, ma anche dai sondaggi che vedono il 70% dei francesi schierati contro le riforme volute dal Presidente francese. Non solo, ma le notizie che giungono dalla Spagna, dove la rossa Andalusia vede per la prima volta dopo la morte di Franco un partito di estrema destra, Vox, entrare nel Parlamento regionale con un cospicuo numero di deputati, rappresentano un segnale estremamente inquietante per il Presidente Macron e il suo movimento "En marche".
 
Il movimento dei gilet gialli non è un'onda passeggera. Testimonia una frattura profonda tra establishment e società civile e come avviene in Francia quando gli spiriti cominciano a bollire non sembra destinato a sgonfiarsi così facilmente. I gilet gialli hanno infatti già respinto l'offerta del Governo e hanno preannunciato nuove manifestazioni. Non si tratta infatti di proteste puntuali, ne' di questioni circoscritte al problema delle tasse. Le 50 richieste dei gilet gialli, di cui appare difficile identificare la leadership, rappresentano in realtà un programma politico che si avvicina alle due estreme e si allontana sostanzialmente dal programma liberale di Macron. Non siamo davanti a una nuova presa della Bastiglia, ma il movimento rifiuta l'autorità presidenziale, reclama le sue dimissioni, ne contesta la legittimità. Non è la prima volta che un presidente viene rifiutato. Basti pensare all'abbattimento della statua di De Gaulle nel maggio '68, alla dipartita di Valery Giscard d'Estaing dall'Eliseo nel 1981, all'odio nei confronti di Mitterand nel 1984 nel momento della crisi della scuola privata.
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