Versione stampabile Riduci dimensione testo Aumenta dimensione testo

La lezione del Brasile

Astensioni e schede bianche hanno consegnato tutto il potere alla destra di Bolsonaro

Domenico De Masi 04/12/2018

La lezione del Brasile La lezione del Brasile Il Brasile, quinto paese al mondo per superficie e popolazione, nono per PIL, dopo 8 anni di governo liberal-democratico di Cardoso e 14 di governo social-democratico di Lula e poi Dilma, ha virato decisamente a destra affidando (con il 55,1% dei voti) la repubblica presidenziale a Jair Bolsonaro, ex capitano dell’esercito, che si insedierà in gennaio. Salvini è stato il primo uomo di Stato a congratularsi con lui e ha assicurato la presenza alla cerimonia d’insediamento. A sua volta, l’ambasciatore italiano in Brasile è corso a casa di Bolsonaro per assicurargli un sicuro collateralismo da parte del nostro Paese. Durante la campagna elettorale Bolsonaro ha dichiarato senza mezzi termini la propria politica: economia ultra-liberista; politica interna e estera fedele al modello Trump; opposizione dura ai sindacati e al Partito dei Lavoratori (PT); rifiuto della parità uomo-donna; netta ostilità verso aborto, gay, immigratie e indios; rivalutazione della dittatura militare del 1964-85; assenso all’uso delle armi e anche della tortura.
 
In coerenza con questi impegni elettorali, ha già annunziato lo spostamento dell’ambasciata in Israele da Tel Aviv a Gerusalemme; ha affidato due ministeri al giudice Sérgio Moro, artefice dell’operazione “Lava jato” (corrispondente alla nostra “Mani pulite”); ha affidato la vicepresidenza e 6 ministeri ad altrettanti generali e ufficiali dell’esercito, essendo lui stesso un ex militare; ha scatenato nelle scuole una caccia ai professori contrari al suo governo, incitando gli studenti alla delazione tramite cellulari; ha preso come suoi diretti collaboratori tre figli: Flavio per i rapporti col Parlamento, Eduardo per la stategia politica e Carlos come ministro-ombra della comunicazione, responsabile dei social con 7 milioni di follower su facebook e 3,5 su Linkedin.
 
Va ricordato che, al ballottaggio, il candidato del PT Fernando Haddad ha ottenuto il 31,9% mentre schede bianche e astensioni sono arrivate al 28,8%. Poiché in Brasile è obbligatorio votare, la scheda bianca ha offerto il ripiego agli elettori che non intendevano prendere una posizione netta. Ma, in questo caso, proprio votare scheda bianca – come hanno fatto molti elettori radical chic, fingendo con se stessi di non saperlo – ha consentito a Bolsonaro di prendere in mano tutto il potere. Su come lo gestirà, non ci sono dubbi.
Altre sull'argomento
Caso Battisti, dura lezione per le sinistre
Caso Battisti, dura lezione per le sinistre
Le protezioni internazionali al terrorista, da Mitterrand a Lula
La caduta di una menzogna
La caduta di una menzogna
Sintesi degli editoriali dei principali quotidiani
Altro parere
Altro parere
Si fa presto a dire źsovranismo╗
Brasile, il Tribunale chiede l'arresto di Cesare Battisti
Brasile, il Tribunale chiede l'arresto di Cesare Battisti
L'ex terrorista non ha diritto a rimanere in Brasile
Pubblica un commento
Per inserire un nuovo commento: Scrivi il commento e premi sul pulsante "INVIA".
Dopo l'approvazione, il messaggio sarà reso visibile all'interno del sito.