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La schiaffeggiatrice palestinese e il vandalo napoletano

Israele e il nuovo terrorismo

Maria Grazia Enardu 03/08/2018

Il murales di Jarit Agoch raffigurante Ahed Tamini Il murales di Jarit Agoch raffigurante Ahed Tamini E' uscita da una prigione israeliana, dopo 8 mesi, Ahed Tamimi, 17 anni, una massa di riccioli indomabili. Ahed ha una documentata carriera di schiaffi a soldati israeliani che le girano per casa, arrestano parenti, deformano con un proiettile di gomma il cranio di un cugino di 15 anni. In un video di anni fa si vede una piccola furia bionda che cerca di mordere un soldato e per dargli uno schiaffo va in elevazione. L'ultima volta l'hanno messa in galera anche se la vittima di turno, alto, elmetto e imbottitura, è stato l'unico a non fare una piega, un vero gentiluomo - e qualcuno glielo ha rimproverato. La famiglia tutta è molto attiva, sanno come fare e ne pagano il prezzo. Ahed non avrebbe l'impatto che ha se fosse una brunetta con capelli coperti, ma queste sono oggi le regole del gioco e Israele perde perché le sue, di forze, non funzionano più. Ora Ahed avrà una carriera di ispiratrice di altre bambine. La non-violenza o quasi sta contagiando i giovanissimi palestinesi, può nascere un’armata di manine rosa contro cui l'esercito è indifeso perché reagisce male cioè troppo. I politici capiscono bene che è un nuovo terrorismo, seppur sui generis, e va estirpato.
 
Un enorme (e bello, direi) ritratto di Ahed è stato dipinto sul muro di separazione nel West Bank da due napoletani, uno con lo strano nome di Jorit Agoch Cerullo. Hanno lavorato su scale dal lato palestinese, e finita l’opera (dettaglio curioso) sono stati arrestati ed espulsi da Israele, cioè da Bethlehem, West Bank. L'accusa è sublime nella sua stupidità: vandalismo. Il muro, che toglie terra e aria ai palestinesi a vantaggio dei coloni israeliani, in ebraico si dice muro "hafrada", in italiano si traduce come separazione e in africaans, per i più esperti, come apartheid. Jorit ha una mamma nata in Olanda, terra da dove venivano i boeri sudafricani. Gli commissionerei un murale-vocabolario, vandalico.
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