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Il rilancio del bilateralismo nucleare

Usa e Russia rivendicano il ruolo di garanti della pace e degli equilibri mondiali (e Putin esce dall'isolamento)

Rocco Cangelosi 16/07/2018

Il rilancio del bilateralismo nucleare Il rilancio del bilateralismo nucleare Preceduto dalle dichiarazioni sorprendenti e contraddittorie del presidente americano, che avevano gettato lo sconcerto tra gli alleati Nato, si è tenuto l'atteso vertice di Helsinki tra Trump (in cravatta rossa) e Putin (in cravatta blu). Il summit, come ha riferito il consigliere per la sicurezza Bolton, non aveva un'agenda predefinita e lo stesso Trump, arrivato ieri sera nella capitale finlandese, aveva detto che le sue "aspettative erano basse". L'incontro, protrattosi per oltre due ore, si è svolto invece in un clima cordiale e costruttivo, e ha affrontato i temi piu delicati sul tappeto: Siria, Iran, disarmo nucleare, Ucraina, Corea, Cina, Crimea, problema considerato chiuso da Trump. La questione del Russiagate, sulla quale si è concentrata la maggior parte della conferenza stampa, è stata liquidata come pura invenzione mediatica e di servizi deviati, pur dichiarandosi i due leader disposti a collaborare per individuare eventuali colpevoli e verificare se esistono prove a sostegno delle accuse del procuratore Mueller. Non sono emerse conclusioni concrete, ma è stato avviato un dialogo promettente definito dallo stesso Trump un buono inizio, che sembra tuttavia mirato a stabiIire rapporti al vertice destinati inevitabilmente a marginalizzare e indeboIire gli alleati europei e i due pilastri della sicurezza e della cooperazione europea: la Nato e la Ue.
 
D'altra parte Trump aveva accusato la Germania di essere "totalmente controllata" da Mosca a causa delle importazioni di gas russo, aveva definito l'Ue "un nemico" e messo in imbarazzo la premier britannica Theresa May, attaccandola in una intervista prima di lodarla nella conferenza stampa congiunta. Ma i due leader, insistendo soprattutto sui problemi della sicurezza e del disarmo, hanno voluto rivendicare a Russia e Usa il ruolo esclusivo di supremi garanti della pace e degli equilibri mondiali al di sopra di ogni altro attore sulla scena internazionale, ivi compresi gli organi e le istituzioni Onu. Il vertice dà un segnale inequivocabile di cambiamento nei rapporti internazionali. Ne esce vincitore Putin, che supera l'isolamento in cui era caduto, mentre Trump ottiene i cambianenti auspicati nella politica estera americana. Per parafrasare una frase di Kissinger il vertice potrebbe essere così riassunto. Russia in, Europa down, China out.
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