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Quel che i russi non dicono

Putin tra riforma pensioni e ridotte aspettative di vita

Maria Grazia Enardu 06/07/2018

Vladimir Putin Vladimir Putin Tutti i russi protestano contro la riforma che allontana di parecchi anni l’età della pensione. Che dal 1932 (Stalin!) nessuno aveva toccato, 60 anni per gli uomini e 55 per le donne, e con pochi soldi. E' l'antico patto nato dalla rivoluzione bolscevica: gulag ma anche lavorare poco, lavorare tutti, e in pensione un momento prima di crepare. La riforma sembra una Fornero in cirillico, brutale e necessaria ma passa sopra una verità atroce: la breve aspettativa di vita dei russi, soprattutto maschi. I dati attuali, in miglioramento rispetto al passato, 65,3 anni gli uomini, 77,1 le donne – e pure i 12 anni di differenza raccontano una realtà distorta. I russi hanno un’alimentazione poco sana e un sistema sanitario assai carente, ma gli uomini hanno anche l’alcol. Che non è nemmeno un vizio ma qualcosa di profondamente connaturato, una cultura che uccide, per lento avvelenamento etilico e per più veloce tossicità di mille esiziali imitazioni di alcol. Quando la vodka manca i russi bevono tutto, profumi e liquido antigelo compresi. Gorbachev osò tassare la vodka e infatti finì male.
 
Anche i polacchi bevono, ma hanno un aspettativa di 73 anni per gli uomini e 81 per le donne. In Bangladesh non bevono, sono poveri e spesso allagati eppure possono campare 71 anni (uomini) e 75 (donne). E trascuriamo i paesi davvero longevi, come noi e il Giappone. Il potere di Putin, il suo attivismo internazionale, dal Baltico alla Crimea, dalla Siria al Pacifico poggia su una demografia da incubo. Mesta in elezioni varie, si gloria dei Mondiali di calcio e la sua popolazione campa quanto i Nord coreani – il che è dire proprio tutto. Ora che il petrolio sale, grazie anche a Trump, c'è un po’ di respiro. Ma il salutista Putin non potrà cambiare le pensioni, ovvero non potrà mandare i russi maschi direttamente dal lavoro alla tomba, finirebbe fucilato in cantina come un Romanov qualunque. E' in trappola, lo sa, e glielo dovrebbero ricordare tutti.
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