Versione stampabile Riduci dimensione testo Aumenta dimensione testo

Rischio guerra attorno all'Iran

Se gli Usa si ritireranno dall'accordo sul nucleare di Teheran

Rocco Cangelosi 02/05/2018

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu Il premier israeliano Benjamin Netanyahu In vista della scadenza del 12 maggio, che potrebbe segnare il ritiro unilaterale degli Usa dall'accordo nucleare sull'Iran, si accentua la pressione di Israele e Arabia Saudita per rinsaldare il fronte dell'opinione pubblica americana e mondiale contraria al regime di Teheran e spazzare via le residue titubanze di Trump sulle sorti dell'accordo. L'esibizione di "prove" da parte di Netanyau, prontamente smentite dall'Aiea, ricorda sinistramente la "pistola fumante" che innescò la guerra in Iraq, di cui stiamo tuttora pagando le conseguenze. Mai come ora il pericolo di una guerra devastante in Medio Oriente è stato così vicino. Alla rappresaglia sul regime di Assad condotta in via unilaterale da Usa, Gran Bretagna e Francia, è seguito il bombardamento missilistico, presumibilmente pilotato da Israele, di alcune basi siriane in cui operano consiglieri militari iraniani e truppe Hezbollah, facendo salire a livelli di guardia la tensione nell'area. D'altra parte, non è un mistero che il governo di Tel Aviv freme da lungo tempo per condurre un attacco preventivo sui siti nucleari iraniani e aspetta solo un tacito consenso di Washington per procedere.
 
I tentativi di Macron e Merkel, in visita alla Casa Bianca a poche ore di distanza l'uno dall'altra, per dissuadere Trump ad abbandonare l'accordo sembrano essere caduti nel nulla. Il presidente Usa è rafforzato nelle sue convinzioni negative dal successo ottenuto nei confronti della Corea del Nord e il possibile raggiungimento di un'intesa sulla denuclearizzazione della penisola coreana con Kim Jong Un conduce simmetricamente l'Amministrazione americana ad aumentare la minaccia nei confronti dell'Iran. Di fronte a questa situazione, l'Europa non può rimanere inerte e deve mettere in atto tutti i mezzi di pressione diplomatici, politici e commerciali per impedire la deflagrazione di un conflitto che sarebbe devastante in primo luogo per lei. Anche nel caso di un ritiro unilaterale degli Usa, gli altri firmatari dell'accordo dovrebbero impegnarsi a mantenerlo, allargandone la partecipazione anche ad altri Paesi interessati, come l'Italia, al fine di rafforzare il ventaglio delle garanzie e dei controlli internazionali ed impedire che Teheran torni ad essere preda degli ayatollah più estremisti.
Altre sull'argomento
Rinviato il vertice Kim-Trump
Rinviato il vertice Kim-Trump
Una partita diplomatica che riguarda tutto il Pacifico
Proteste a Seoul per cancellazione incontro Trump-Kim
Proteste a Seoul per cancellazione incontro Trump-Kim
Inizialmente previsto il 12 giugno a Singapore
Trump, Israele e l'Europa
Trump, Israele e l'Europa
La strage di Gaza dopo l'inaugurazione dell'Ambasciata Usa a Gerusalemme
Mueller e Trump, materia e antimateria
Mueller e Trump, materia e antimateria
Donald e la teoria del caos
Pubblica un commento
Per inserire un nuovo commento: Scrivi il commento e premi sul pulsante "INVIA".
Dopo l'approvazione, il messaggio sarà reso visibile all'interno del sito.