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Un castigo di Dio di nome Donald

E i coreani, Nord e Sud, riprendono i contatti al telefono

Maria Grazia Enardu 08/01/2018

Donald Trump Donald Trump Nella tempesta di rivelazioni su Trump e famiglia nel libro di Wolff, e dopo che Donald ha comunicato al mondo che il suo bottone nucleare è più grosso di quello del caro leader Kim, un effetto positivo si è manifestato, anzi un segno della provvidenza. I due litigiosi condomini coreani, nord e sud, hanno annunciato di aver ripreso i contatti, usando un cavo telefonico sulla linea di armistizio del 1953. In un mondo di twitter etc, nulla è più rassicurante di un vecchio telefono, magari funziona pure senza elettricità.
 
Presi tra le pazzie di re Donald e il cinismo del presidente Xi, i coreani tutti sono arrivati alla conclusione che solo loro possono trovare una via d’uscita o perlomeno parlarne, per esempio con il Nord che partecipa alle olimpiadi invernali nel Sud. Che poi è un modo di trattenere altri dall’intervenire, anche se con Donald non si sa mai. Ma forse Mattis (Pentagono) ha provveduto a sostituire i codici della valigetta nucleare con innocui cruciverba: l’attacco potrà partire solo se Trump li risolve, quindi mai. Anche a Nixon, negli ultimi giorni, disabilitarono l’opzione finale. Però  la più terrificante rivelazione di questi giorni è l’unanimità del giudizio di parenti e amici su Donald: è un idiota. Non basta preoccuparsi del suo narcisismo, prepotenza, paranoia. E’ semplicemente un cretino, perso in una giungla di parassiti e sicofanti che approfittano di una situazione imprevedibile e irripetibile.
 
I coreani, di sopra e di sotto, ne hanno preso atto, gli europei e gli alleati USA vedono Washington come capitale di una grossa repubblica delle banane. I nemici sono i più spaventati, non hanno un avversario affidabile, soprattutto Putin, che sa molte cose e ne ha fatte parecchie altre, ma ora si sente come l’apprendista stregone cui è sfuggito il mostro. Ne sfrutterà tutte le debolezze, pregando che non siano troppe. Pare la caduta dell’impero romano con i barbari dentro la Casa Bianca, metà tragedia e metà farsa di personaggi grotteschi. Non si vede via d’uscita veloce e praticabile, gli USA si avviteranno per anni. Il più grande e pericoloso spettacolo del mondo, lo sa pure Kim e infatti ha telefonato al Sud -  questo è l’insulto peggiore per Donald -,  che in risposta al libro di Wolff si è addirittura definito “genio stabile”. Il 2018 comincia così, auguri a tutti.
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