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Israele e sauditi: con amici del genere, chi ha bisogno di nemici?

Il rischio di una guerra per sbaglio cercato

Maria Grazia Enardu 13/11/2017

Israele e sauditi: con amici del genere, chi ha bisogno di nemici? Israele e sauditi: con amici del genere, chi ha bisogno di nemici? Il governo Netanyahu è preso dalle sue vicende: inchieste su Bibi, beghe di coalizione, bilancio, possibili elezioni ma non presto. Sullo sfondo il nemico preferito, l'Iran. Negli ultimi anni Israele provava soddisfazione: l'Iran era anche il nemico dei sauditi, la fissazione di Netanyahu aveva una sponda importante. Fissazione perché, più volte, Mossad e militari hanno detto che il pericolo Iran non è “chiaro e imminente”, che  il vero pericolo è interno, con i palestinesi e per le fratture della società israeliana. Israele si considera esperto del mondo arabo, ma sopravvaluta a livello politico (militari e servizi devono essere più scettici) la valenza di certi rapporti. A cominciare dall'Arabia Saudita, che non è solo un giocatore spregiudicato (lo sono tutti) ma è ricca, fragile, vanesia, e in mano a Mohammed bin Salman. Che non vince una guerra, in Yemen ci prova da  anni, e punta a scatenarne un'altra: Israele contro Hezbollah. Nasrallah, capo degli sciiti libanesi, riceve aiuti da Teheran ma non se ne considera strumento. Lui è un arabo e pensa al Libano, a consolidare le posizioni e il ruolo politico. Ha già fatto per sbaglio (come ammise) la guerra con Israele nel 2006, non intende rifarla presto, anche se è preparato a tutto, dicono.
 
Il rischio, tra un missile che parte, un aereo che sfora, un primo ministro libanese prigioniero dei sauditi, è che inizi una guerra per sbaglio cercato. Che è un incubo per il Libano, tutto, ma soprattutto per Israele. I 33 giorni del 2006, con il nord del paese paralizzato, se li ricorda bene, ora Hezbollah può lanciare missili anche sul sud e centrare depositi gas etc. Non c'è Iron Dome che tenga sui grandi numeri. Israele era contento dei “buoni” rapporti con i sauditi, che però hanno una scacchiera dove Israele è pedina.
 
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