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Come fermare Pyongyang

Il rischio di scivolare verso il conflitto

Rocco Cangelosi 04/09/2017

Come fermare Pyongyang Come fermare Pyongyang Il ritorno dalle vacanze ci consegna uno scenario internazionale inquieto e carico di tensioni che si concentrano essenzialmente sullo scacchiere asiatico a seguito delle ripetute provocazioni del dittatore nord coreano Kim Jong un che, incurante delle minacce e delle risoluzioni Onu, prosegue imperterrito nel suo programma di armamento nucleare. Il recente esperimento sotterraneo, che denoterebbe la capacità di costruire ordigni nucleari all'idrogeno ad alto potenziale, avviene tra l'altro nel bel mezzo del confronto tra Russia e Usa, impegnati a regolare le loro relazioni diplomatiche sulla base di reciproche ritorsioni, espulsioni di personale diplomatico e chiusura di consolati e missioni commerciali.
 
È significativo che il test nucleare nord coreano abbia avuto luogo all'indomani della proposta di Putin di doppia sospensione: da una parte dei test missilistici e nucleari e dall'altra delle manovre militari nel mar del Giappone di forze congiunte americane, sud coreane e nipponiche, che è suonata come un indiretto sostegno al regime di Kim Jong. La Cina da parte sua pur mostrando una crescente preoccupazione, non sembra volere o potere condizionare più di tanto il governo di Pyongyang. Chi sembra messo nell'angolo è Trump che dopo aver minacciato "fuoco e furia" si trova di fronte alla difficile scelta di dar seguito alle sue parole o perdere la propria credibilità. Il presidente Usa ha dichiarato di tenere aperte tutte le opzioni e intanto cerca di aumentare la  pressione sulla Cina con lo spettro della sospensione delle relazioni commerciali non solo con Pechino, ma con tutti i paesi che mantengono rapporti con la Corea del Nord. In questo contesto di reciproci equilibri e bilanciamenti, i principali stakeholder della comunità internazionale sembrano aver perso il controllo della situazione, con gravi rischi per la pace mondiale. D'altra parte attendersi il rispetto delle risoluzioni Onu da parte di Kim Jong è pura illusione, quando i membri del Consiglio di sicurezza operano sottili distinguo destinati a far perdere di efficacia alle decisioni prese.
 
La condanna pressoché unanime espressa dalla comunità internazionale nei confronti del regime di Pyongyang non sembra aver avuto finora alcun effetto, né lo hanno avuto le sanzioni imposte in sede Onu. Per uscire da questa complicata situazione sarebbe auspicabile un'azione concordata che costringa Pyongyang al negoziato, unica via per evitare un conflitto. Ma il negoziato comporta reciproche concessioni e deve essere condotto in modo tale che nessuno perda la faccia e tenendo conto dei reciproci interessi in gioco. Ancora non è chiaro cosa intenda ottenere Kim Jong, ma pensare che possa essere liquidato come un pazzo furioso è una pericolosa distorsione della realtà. Se così stanno le cose, resta da vedere a chi spetta la prossima mossa e da quali concrete misure sarà accompagnata un' auspicabile offensiva politica diplomatica, prima che la parola passi ai militari.
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