Versione stampabile Riduci dimensione testo Aumenta dimensione testo

Una photo opportunity per Macron

Ma sulla Libia senza l'Italia non si va da nessuna parte

Rocco Cangelosi 26/07/2017

Una photo opportunity per Macron Una photo opportunity per Macron Sarebbe ingeneroso non riconoscere il merito a Macron per aver fatto incontrare nella sontuosa cornice del castello La Celle Saint Cloud, Al Serraj e Haftar. Ma appare altrettanto ingeneroso fustigare l'Italia per una sua colpevole assenza al vertice di Parigi. Macron ha ottenuto quello che voleva: una photo opportunity per celebrare la ritrovata (secondo lui) grandezza della Francia. Ma quanto alla sostanza dell'accordo e alla sua praticabilità c'è molto da dubitare. Al Serraj e Haftar non sono i soli protagonisti nello scenario libico, dominato dai signori delle varie fazioni e dalle tribù, con i quali bisogna fare i conti. Inoltre l'aver voluto riservare alla Francia il massimo di visibilità, escludendo la Ue che eroga i fondi e i partner più impegnati sul territorio, è stato un errore di vanità.
 
L'Italia, unico paese occidentale ad avere riaperto un'ambasciata in Libia, con una presenza Eni fortemente radicata sul territorio, lavora da anni, dopo il disastro provocato dalla Francia di Sarkozy, per ricostituire un minimo di tessuto consensuale tra le varie fazioni. Se l'Italia non ha finora promosso l'incontro tra i due leader libici è perché non ci sono le condizioni per un accordo di stabilizzazione del paese. Bisogna tener conto delle sensibilità degli uomini di Misurata, completamente ostili ad Haftar e già pronti a dissociarsi da Al Serraj, come bisogna tener conto delle numerose tribù che si spartiscono il potere, nonché del ruolo delle milizie di Zintan e del ruolo che potrebbe giocare il figlio di Gheddafi recentemente liberato.
 
La diplomazia italiana sta da tempo pazientemente lavorando alla convocazione di una sorta di "loya girga", come fu fatto a suo tempo per l'Afghanistan, che riunisca tutte le tribù e tutte le fazioni insieme a Onu, Ue e i rappresentanti dei principali Paesi impegnati nel contesto libico. L'accelerazione impressa da Macron potrebbe rivelarsi controproducente. E' significativo che il presidente francese abbia avvertito la necessità di ringraziare Gentiloni e che Al Serraj oggi passi a Roma per incontrarlo, perché è chiaro a tutti che senza l'Italia, in Libia non si va da nessuna parte.
Altre sull'argomento
L'Europa che preferisce non esistere
L'Europa che preferisce non esistere
Sintesi degli editoriali dei principali quotidiani
Lo smacco di Parigi
Lo smacco di Parigi
Sintesi degli editoriali dei principali quotidiani
Macron lancia la campagna di libia
Macron lancia la campagna di libia
Per certi versi agendo come Trump
Sulla Libia l'ombra della crisi del Golfo
Sulla Libia l'ombra della crisi del Golfo
Una partita pericolosa che delegittima il governo di Tripoli
Pubblica un commento
Per inserire un nuovo commento: Scrivi il commento e premi sul pulsante "INVIA".
Dopo l'approvazione, il messaggio sarà reso visibile all'interno del sito.