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Macron lancia la campagna di libia

Per certi versi agendo come Trump

Rocco Cangelosi 25/07/2017

Emmanuel Macron Emmanuel Macron Per certi versi Macron agisce come Trump. Cerca di nascondere le difficoltà interne con le quali ha cominciato a misurarsi, con la grande politica internazionale, alla ricerca dello splendore perduto della Francia. Intanto la sua popolarità ha perso in un solo mese 10 punti, mentre si attende la prova più difficile in autunno con la riforma della legislazione sul lavoro, che potrebbe portare in piazza centinaia di migliaia se non milioni di lavoratori delusi dalle promesse non mantenute dal neo presidente. Con il piglio bonapartista che lo contraddistingue Macron ha messo adesso gli occhi sulla Libia imbarcandosi in un'avventura maldestra che per mancanza di accortezza potrebbe ricordare le iniziative  prese a suo tempo da Nicolas Sarkozy.
 
L'incontro tra Haftar e Al Serraj che si tiene oggi vicino a Parigi lascia molto perplessi e non se ne comprende bene la finalità se non quella di occupare la scena dei media nazionali e internazionali. Innanzitutto la posizione tra i due leader libici è del tutto asimmetrica. Serraj primus inter pares di un Consiglio presidenziale, pur rappresentando il governo legittimo riconosciuto dall'ONU e da gran parte della comunità internazionale, controlla solo una parte della città di Tripoli, mentre Haftar, privo di qualsiasi legittimazione democratica, con le sue milizie ha il pieno controllo di gran parte della Cirenaica ed è in una posizione di forza grazie anche il sostegno della Russia e dell'Egitto. Serraj diffida di Haftar. Lo incontrerà a titolo personale e con il parere contrario di molti membri del suo governo. Se Macron pensa di essere il mediatore della situazione libica per acquisire vantaggi economici rischia di ripercorrere la  strada sbagliata dei suoi predecessori.
 
L'incontro di Parigi finirà per legittimare Haftar, indebolire Al Serraj e creare nuove tensioni tra le varie fazioni libiche. Aver poi ignorato l'Italia è un atto di arroganza e supponenza tipicamente francese. La Libia è un terreno minato dove si deve camminare con i piedi di piombo coinvolgere i principali attori e tenere  conto dei complessi equilibri che governano il Paese. Mosse azzardate o iniziative estemporanee possono complicare una situazione di per sè già molto complessa.
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