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Il cambio di passo del presidente Macron

Una giornata particolare a Parigi

Maria Grazia Enardu 15/05/2017

Il presidente francese Emmanuele Macron Il presidente francese Emmanuele Macron Ieri Emmanuel Macron è arrivato all'Eliseo e ha percorso, con lentezza dettata dal militare accanto, il tappeto rosso. Nella sala delle Feste, il presidente del Consiglio costituzionale, Fabius, lo ha proclamato Capo dello Stato. Fabius ha detto che la repubblica è "laica, democratica, sociale", ma anche che l'elezione di Macron ha scombussolato tutto. E ha reso una sorta di omaggio all'età del nuovo presidente citando de Chateaubriand: "Pour être l’homme de son pays, il faut être l’homme de son temps".
 
Macron ha poi parlato, promettendo lavoro e indicando come metodo l'innovazione e l'istruzione, un nuovo rinascimento. Sul ruolo della Francia, ha rivisitato il concetto di grandeur senza usare un termine così datato ma vuole una grande Francia. E' stato convincente, oggi pensiamo tutti che una Francia rivitalizzata e forte serve a sé stessa, alla Ue e nel mondo. Anche se temiamo faccia pochi sconti.
 
Poi, sempre a passo lento, Macron ha passato in rassegna i soldati nel giardino dell'Eliseo, con 21 cannonate di buon augurio. Su un gippone militare, e corazzieri a cavallo dietro, è arrivato all'Arco di Trionfo. Dove soldati e anziani decorati lo aspettavano. Macron stringe mani ma spesso tocca una spalla o un braccio, è molto tattile e non pare una posa. Sotto l'Arco c'era pure una presenza non rituale, il compagno del poliziotto parigino ucciso il mese scorso.
 
Il ritorno all'Eliseo, su auto civile, e di nuovo il tappeto rosso. Qui però Macron ha congedato con un gesto l'ombrello che lo doveva riparare, ha camminato svelto da solo e ha fatto a due a due gli scalini d'ingresso. Il nuovo presidente sa cambiare passo senza problemi, oggi lo spiegherà a Merkel (la troverà di buon umore, in Westfalia le è andata bene). E poi dovrà farsi votare di nuovo, vincere le elezioni politiche.
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