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Patrimoniale? Più danno che benefici

La polemica sulla tassa rilanciata da Landini

Riccardo Illy 10/11/2025

Patrimoniale? Più danno che benefici  Patrimoniale? Più danno che benefici L'imposta patrimoniale è da tempo un vessillo della sinistra, non solo in Italia. L'ha proposta qualche settimana fa, con il nome di "tassa Zucman" il partito socialista francese quale condizione per dare il suo appoggio al Governo Lecornu, ma è stata bocciata dal Parlamento. Prontamente l'ineffabile segretario CGIL Maurizio Landini, fautore delle battaglie perse, l'ha rilanciata in Italia. Dimenticando forse che uno dei pochi patrimoni accertabili con precisione da noi sono gli immobili e che circa tre quarti degli italiani ne possiede almeno uno. Diciamo che una’ imposta patrimoniale verrebbe vissuta quantomeno con sospetto anche da buona parte degli elettori dì centrosinistra, che oggi godono della esenzione dell'imposta sulla prima casa che (sbagliando per chi scrive) Berlusconi volle dal 2014 e di cui paventerebbero la reintroduzione. Infatti con manovra furbesca Elly Schlein ha "supportato" la proposta di Landini, subordinandola però a una (necessariamente unanime, quindi impossibile) adozione a livello europeo.
 
Di Landini ricordo la posizione oltranzista nell'incitare, quando era segretario della FIOM, i lavoratori della Eaton (multinazionale che produce valvole per l’automotive) di Monfalcone a pretendere le stesse condizioni ottenute da quelli della Fincantieri. La quale però doveva pagare penali milionarie per ogni giorno di ritardo nella consegna delle navi e non aveva stabilimenti alternativi per produrre, che invece Eaton ha. Ottenne dapprima la cancellazione del piano di investimenti Eaton in Italia e infine la chiusura definitiva dello stabilimento. Della patrimoniale, già proposta ripetutamente in passato nel nostro paese, non se ne farà nulla nemmeno questa volta. Anche perché da noi non esiste una concentrazione di ricchezza paragonabile a quella americana e nemmeno a quella francese. I beni dei super ricchi non sono sempre registrati in Italia e quindi la sua riscossione sarebbe di dubbia efficacia. In sintesi, la sua eventuale introduzione provocherebbe probabilmente più danni (la fuga dei benestanti) che benefici.
 
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