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Destinati a crescere gli incidenti sul lavoro

… senza un'adeguata deterrenza

Giuseppe Roma 25/06/2024

Destinati a crescere gli incidenti sul lavoro  Destinati a crescere gli incidenti sul lavoro L’insopportabile frequenza con cui avvengono incidenti e, soprattutto, morti nei luoghi di lavoro merita una riflessione non rituale ed estemporanea che, purtroppo, si ripete dopo i più efferati episodi che colpiscono l’opinione pubblica. Se nonostante gli accorati appelli del presidente Mattarella e la prolungata guida del ministero del Lavoro da parte di esponenti indipendenti o del centro-sinistra, non si sono registrati miglioramenti, bisogna concludere che resta bassa la consapevolezza istituzionale dei rischi insiti nelle attività produttive e dei pericoli per la vita umana. Non giustifica l’alta incidentalità il fatto che siamo una delle maggiori economie industriali europee. I più recenti dati Eurostat evidenziano in Italia una densità di 2.66 incidenti ogni 100.000 occupati mentre in Germania - altro grande apparato industriale – si scende a 1,42, poco più della metà. D’altronde i settori più rischiosi nel nostro paese restano le costruzioni e quello agricolo (con i ribaltamenti dei trattori), anche se sono in crescita gli incidenti per l’uso di macchinari anche nel comparto manifatturiero.
 
La sicurezza sul lavoro schematicamente fa riferimento al sistema di imprese e all’applicazione delle regole. Fra le vittime si ritrovano anche piccoli imprenditori, magari abili nel tirare su un’aziendina con l’esperienza pratica, ma non sempre adeguati a seguire procedure corrette sotto il profilo dell’infortunistica, per sé e per i lavoratori impiegati. E questo vale anche per le piccole unità che lavorano per grandi sistemi. Come non ricordare i cinque morti sui binari a Brandizzo o il crollo dell’Esselunga di Firenze. Quanto alle regole, non c’è solo la difficoltà dei controlli, ma evidentemente anche una scarsa deterrenza delle norme. Due paesi come Germania e Svizzera, a volte criticati dai progressisti proprio su questioni lavoristiche (i mini-jobs dei primi e i referendum dei secondi) offrono esempi eclatanti dell’attenzione per la vita e le condizioni dei lavoratori. Il calciatore sedicenne Yamal, prodigio spagnolo, non potrà giocare agli Europei di calcio in Germania dopo le ore 23, in caso di tempi supplementari, perché in quel paese è proibito il lavoro notturno dei minorenni. In Svizzera, sono finiti in carcere quattro componenti della famiglia Hinduja, fra le più ricche al mondo, per sfruttamento disumano del personale domestico. C’è una bella differenza con i nostri “accertamenti di responsabilità” prolungati negli anni.
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