Versione stampabile Riduci dimensione testo Aumenta dimensione testo

Il pasticcio dell' Autonomia differenziata

Un progetto costoso e sostanzialmente inattuabile

Giampaolo Galli 13/06/2024

Il pasticcio dell' Autonomia differenziata Il pasticcio dell' Autonomia differenziata La Lega nasce come partito del Nord, ma oggi  cerca di presentarsi come un partito nazionale. Propone quindi una riforma che è una concessione alle Regioni del Nord, ma si sforza di non togliere nulla alle altre regioni. Alla fine, i costi ricadrebbero sullo Stato centrale,  in una misura che non è sostenibile. La riforma dell’Autonomia differenziata - che ieri ha provocato uno scontro in Parlamento - appare scritta con il precipuo scopo di essere sostanzialmente inattuabile, se non attraverso compromessi pasticciati che finirebbero per peggiorare lo status quo di un federalismo già sufficientemente deresponsabilizzante e opaco. L’apice della contraddizione appare all’art. 5, in cui si dice in sostanza che se a una Regione si devolve una funzione e ciò richiede maggiori risorse per la finanza pubblica, tali maggiori risorse devono essere attribuite pro quota a tutte la altre regioni. Si tratta palesemente di un articolo inattuabile, ma non può essere considerato come una svista. E’ l’unico compromesso possibile fra il partito del Nord (che vuole trattenere le risorse sul proprio territorio) e il partito nazionale che non vuole togliere nulla al Mezzogiorno.
 
Alla fine, il conto non può che ricadere su Pantalone. L’attuale sistema di finanza derivata deresponsabilizza le Regioni che hanno il privilegio di spendere ma non la responsabilità di tassare. Se a questo si aggiunge la sovrapposizione di competenze per le moltissime materie concorrenti e l’assoluta opacità dei criteri di riparto delle risorse fra le Regioni, si capisce perché è tanto ampio il contenzioso fra Stato e Regioni di fronte alla Corte Costituzionale. Il disegno di legge sull’Autonomia differenziata, nella versione approvata al Senato, peggiora lo status quo su tutti e tre gli assi. Non definisce risorse proprie, anzi fa conto su un aumento dei trasferimenti dallo Stato centrale, non definisce le competenze, anzi le differenzia fra Regioni in base a un negoziato con le singole Regioni e, infine, peggiora l’assetto istituzionale perché affida ad una trattativa tutta extra parlamentare ed opaca fra il governo e la sola Regione interessata sia l'iniziale devoluzione di funzioni, sia  la revisione annuale delle risorse. Per fortuna, è molto probabile che non se ne faccia nulla.
 
Altre sull'argomento
Se cede il pilastro della “pax tv”
Se cede il pilastro della “pax tv”
La proposta leghista di aumentare la pubblicità Rai per ridurre ancora ...
Le contraddizioni dell'autonomia
Le contraddizioni dell'autonomia
Le posizioni dei partiti, i finanziamenti "mobili" e la richiesta di ...
Contundente
Contundente
Sul serio
Primo sì al premierato (col buco)
Primo sì al premierato (col buco)
E oggi la Camera dovrebbe votare l'autonomia differenziata
Pubblica un commento
Per inserire un nuovo commento: Scrivi il commento e premi sul pulsante "INVIA".
Dopo l'approvazione, il messaggio sarà reso visibile all'interno del sito.