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La ricerca europea spinge la competitività

Perché è necessario aumentare la spesa Ue in scienza e tecnologia

Carlo Rizzuto 06/06/2024

Un laboratorio di ricerca biologica Un laboratorio di ricerca biologica In questi ultimi tempi Enrico Letta, il Governatore della Banca d'Italia Fabio Panetta e altri personaggi di rilievo hanno sottolineato che l'Europa deve investire di più nella Ricerca e nell'Innovazione (R&I). Si potrebbe obiettare che queste richieste, in tempo di elezioni europee, si sommano a quelle di molte altre lobbies, come quella degli agricoltori o di altre aree in crisi, e che la somma di queste richieste non verrà mai raggiunta nel bilancio della Ue, limitato per la maggior parte a contributi "volontari" dei Paesi membri. Attualmente, il bilancio "corrente" Ue (non contando i fondi del Pnrr) copre tre maggiori campi di intervento: l'Agricoltura, l'Integrazione e la R&I. I primi due campi assorbono oltre il 60% mentre la R&I è inferiore al 14%. Questo finanziamento, contenuto per lo più nel "Programma Quadro" Eu, è circa il 4% della spesa nazionale, un peso politico "storico", che riflette un limitato sostegno politico e una storia più recente.
 
Però, a differenza della maggior parte dei progetti finanziati dalla Commissione, la spesa in R&I non viene gestita dai Paesi a cui è destinata. I progetti sono selezionati a livello europeo dai migliori esperti e in concorrenza aperta, stimolando una competizione/collaborazione multinazionale in ciascun progetto, con risultati di assoluta rilevanza sia nella scienza di base che nello sviluppo di nuove tecnologie e metodi. Il primo vaccino Covid, il numero di premi Nobel e di nuove industrie spin-off emergenti dalla ricerca Eu ne indicano la qualità.
 
Questa gestione internazionale ha anche un chiaro effetto di trascinamento sulla qualità dei finanziamenti nazionali che vengono usati per co-finanziare o preparare i progetti europei, in particolare sulla spesa e la formazione del personale, e questo è molto importante per quei paesi in cui mancano consolidati metodi di selezione e valutazione, come nel caso dell'Italia. La spesa europea nella ricerca sta anche consolidando l'Area Europea della Ricerca, la cui costruzione è stata attivata con il contributo dei due Commissari della Ricerca italiani (Pandolfi e Ruberti) e che vede recentemente la costruzione di un numero crescente di infrastrutture di ricerca e tecnologiche, molte a guida italiana, con una forte tendenza a realizzare, almeno per la R&I un vero "Mercato Unico Europeo". Questa è la ragione per cui persone che conoscono molto bene le dinamiche e la qualità delle azioni europee stanno fortemente sottolineando che ogni euro speso nella R&I a livello Ue ha un effetto immediato e diretto sulla competitività di tutti i Paesi europei nell'attuale situazione di confronto mondiale.
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