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Salva casa e redditometro, la differenza la fa il timing

Il primo è superfluo, il secondo è essenziale per il concordato preventivo

Claudio Di Donato 31/05/2024

Salva casa e redditometro, la differenza la fa il timing Salva casa e redditometro, la differenza la fa il timing Il salva casa di Salvini è il tipico provvedimento da campagna elettorale con grancassa mediatica. Sposta poco o nulla, ma se ne parla molto. Il redditometro cancellato è il classico esempio di cosa non si fa in campagna elettorale anche se lo strumento è funzionale e coerente con la strategia fiscale del viceministro Leo (forse non così chiara al resto del governo e della maggioranza). Il decreto voluto dal leader della Lega, se non verrà modificato, di fatto non cambia nulla. Sulle piccole difformità era già intervenuta una delle numerose modifiche ai bonus all’edilizia consentendone la regolarizzazione in fase di presentazione della Cila per poter accedere agli incentivi (dal 50% al Superbonus). La questione semmai è che ci sono alcuni notai che firmano i rogiti anche in presenza di difformità catastali e altri che invece non consentono la compravendita immobiliare e su questo il decreto non fornisce indicazioni. Resta fermo che le piccole difformità non devono insistere su vincoli di varia natura, che non possono dar luogo alla sanatoria. Il punto delicato è che il decreto approvato dal governo dovrà andare all’esame del Parlamento che potrebbe esser tentato di ampliarne gli ambiti e trasformarlo in un vero e proprio condono.
 
Sul redditometro invece la marcia indietro è stata clamorosa.  Al netto dei distinguo lessicali, lo strumento è necessario per far decollare il concordato preventivo i cui termini per l’adesione scattano a metà giugno. Il redditometro di Leo presenta la grande novità di essere di massa e automatico. Uno strumento che funzionerà come gli ISA. In pratica, se i consumi non sono congrui, scatta l’accertamento automatico. Nell’opera di sponsorizzazione del concordato preventivo, il governo (non solo il ministro Leo) ha detto chiaramente che l’attività di accertamento del fisco si concentrerà sui soggetti che non aderiranno. Ma senza redditometro di massa è impensabile per la macchina del fisco realizzare alcuni milioni di accertamenti. Dunque il redditometro verrà reintrodotto a breve, a meno che la premier non abbia cambiato idea sulla politica fiscale del suo esecutivo.
 
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