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La Ue ci chiede di approvare il Mes

Anche per sbloccare l'Unione bancaria che è nel nostro interesse

Marcello Messori 17/05/2024

La Ue ci chiede di approvare il Mes La Ue ci chiede di approvare il Mes I recenti interventi del Presidente dell’Eurogruppo, Pascal Donohe, e del Direttore del Meccanismo europeo di stabilità(Mes), Pierre Gramegna, testimoniano che le istituzioni europee non hanno intenzione di allentare la pressione sul governo italiano in merito all’approvazione del nuovo statuto del Mes. La ragione appare scontata per chiunque abbia una conoscenza, anche minima, dei problemi europei. Avendo respinto quella riforma con il voto del Parlamento di fine 2023, l’Italia ha creato una barriera che impedisce qualsiasi progresso nel completamento dell’Unione bancaria. Il nuovo Mes dovrebbe, infatti, coprire un non marginale tassello di ‘ultima istanza’ nei processi di risoluzione delle crisi bancarie; e, senza quel tassello, appare impossibile trovare un accordo – già di per sé problematico – che consenta il completamento del secondo pilastro dell’Unione bancaria e che apra la porta alla costruzione di uno schema di garanzia dei depositi bancari (terzo pilastro).
 
Lo stallo dell’Unione bancaria e il suo impatto negativo sulla creazione di un mercato dei capitali davvero europeo hanno la grave conseguenza di impedire quella mobilizzazione della ricchezza finanziaria privata che è una delle condizioni essenziali per realizzare le transizioni ‘verde’ e digitale entro i tempi previsti e per accelerare gli altri cambiamenti del modello produttivo europeo, resi indilazionabili dalle tensioni geo-politiche e dalla mutata configurazione dei mercati internazionali. La realizzazione di questi cambiamenti gioverebbe soprattutto ai paesi dell’Unione europea con squilibri strutturali. Il fatto che la coalizione di governo si ponga di traverso, usando un potere di veto per soddisfare propri pregiudizi ideologici (come nel caso del Mes), nuoce così in primo luogo agli interessi dell’Italia. 
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