Versione stampabile Riduci dimensione testo Aumenta dimensione testo

Su Ita-Lufthansa lo strabismo della Commissione UE

Bruxelles valuta le singole rotte e non i mercati di riferimento

Claudio Di Donato 10/05/2024

Su Ita-Lufthansa lo strabismo della Commissione UE Su Ita-Lufthansa lo strabismo della Commissione UE Il verdetto sul matrimonio tra Lufthansa e Ita arriverà il 4 luglio dopo che la compagnia tedesca ha presentato un nuovo pacchetto di proposte per rispondere alle preoccupazioni della Commissione UE. Per il via libera all’operazione, dunque, saranno occorsi 14 mesi, un tempo spropositato rispetto alla dimensione degli asset in gioco. Su quasi 200 milioni di passeggeri transitati sugli scali italiani l’anno scorso, la quota di mercato di Ita è intorno all’8% e combinandola con quella di Lufthansa non arriva al 10%. Perché allora Bruxelles teme sensibili restrizioni alla concorrenza? Purtroppo, la Commissione mantiene sul trasporto aereo una visione che soffre di strabismo. Bruxelles valuta la concorrenza sulle singole rotte: quindi ad esempio i collegamenti da Linate piuttosto che da Fiumicino, ignorando tuttavia che le low cost (il 65% del traffico aereo con origine e destinazione Italia) operano, nello specifico, su Bergamo e Ciampino. Insomma, Milano-Monaco o Fiumicino-Parigi (Charles de Gaulle) insistono sugli stessi mercati di Bergamo-Monaco e Ciampino-Orly. Misurare il traffico sulle singole rotte e non sui bacini di mercato equivale a ignorare 30 anni di mercato liberalizzato.
 
Altra carenza nell’approccio della Commissione europea riguarda i guadagni di concorrenza. Nello specifico, Ita fa parte dell’alleanza Skyteam con Air France-KLM. Con l’acquisizione da parte di Lufthansa entrerà in Star Alliance. È vero che diminuirà la competizione su Fiumicino-Francoforte, ma aumenterà quella su Fiumicino-Parigi. E sulle principali 30 rotte degli scali italiani non figura alcun collegamento verso la Germania, mentre sono quattro quelli tra Italia e Francia. C’è infine una questione di architettura politica dell’antitrust europeo. Mentre a livello nazionale le autorità garanti della concorrenza sono indipendenti, nell’Unione europea la funzione è affidata alla Commissione che avendo potere esecutivo non è terza. Margrethe Vestager è commissario alla concorrenza dal 2014, prima con Juncker e poi confermata con Ursula von der Leyen. Una funzione più vicina a quella di un ministro, che di un commissario indipendente. Un’ anomalia che andrebbe rimossa, anche per sgombrare il campo dai sospetti che alcune decisioni non rispondano ai principi di tutela della concorrenza, ma a interessi che hanno poco a che fare con il libero mercato.
Altre sull'argomento
Il bivio di Giorgia in Europa
Il bivio di Giorgia in Europa
Sostenere la Von der Leyen o unificare le destre (soprattutto la Le Pen)
Agenda della settimana
Agenda della settimana
Giorgia Meloni sarà oggi a Bruxelles per la cena informale dei capi di ...
Un'Europa costretta a scegliere
Un'Europa costretta a scegliere
Sintesi degli editoriali dei principali quotidiani
Dazi “elettorali” sulle auto cinesi
Dazi “elettorali” sulle auto cinesi
In vista del rinnovo della Commissione europea
Pubblica un commento
Per inserire un nuovo commento: Scrivi il commento e premi sul pulsante "INVIA".
Dopo l'approvazione, il messaggio sarà reso visibile all'interno del sito.