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Un consiglio al Ministro dell'Economia in vista del DEF

Chiarisca bene le ragioni dell'extra deficit 2023 e il ruolo del superbonus 110%

Giampaolo Galli 21/03/2024

Un consiglio  al Ministro dell'Economia in vista del DEF Un consiglio al Ministro dell'Economia in vista del DEF Nei prossimi giorni, in teoria entro il 10 aprile, il governo presenterà il DEF alle Camere. Il consiglio che si può dare al Ministro dell’Economia è di chiarire bene come sia stato possibile che nella Nadef di fine settembre 2023 sia stato commesso un errore di previsione di ben 39 miliardi(1,8 punti di Pil). Un errore tanto grande a quattro mesi data getta un’ombra sinistra su tutte le proiezioni che il governo deve fare sugli anni a venire. Da quanto è dato sapere, il “buco” emerge dai dati in possesso dell’Agenzia delle Entrate che tuttavia non sono pubblici. Si pubblichino questi dati in modo che diventi assolutamente chiaro e incontestabile ciò che va dicendo il Ministro e cioè che il colpevole è il superbonus 110%. E si spieghi bene perché il governo non aveva capito che per fine anno era in preparazione una bomba di queste proporzioni. Forse una spiegazione può far capire che si tratta di un errore di carattere eccezionale, che è improbabile si ripeta in futuro.  Si può ipotizzare che l’extra deficit  sia stato causato delle norme che prevedevano la riduzione del beneficio dal 110 al 70% dopo il 31/12/2023 nonché la cessazione di quasi tutte le  deroghe al blocco dello sconto in fattura e alla cessione dei crediti che erano state previste dal decreto del febbraio 2023. Queste misure si erano rese necessarie per evitare che il superbonus continuasse a far danni alla finanza pubblica e all’economia italiana.
 
Al vertiginoso balzo dei crediti d’imposta a fine anno non ha corrisposto nessuna variazione di rilievo nelle variabili reali come investimenti o occupazione nel settore delle costruzioni, il che suggerisce che vi sia stata una corsa per usufruire delle ultime deroghe, con certificazioni dubbie sull’entità dei lavori e sul loro stato di avanzamento. Se questa interpretazione è corretta, non dovrebbe essere difficile renderla pubblica. A patto che si facciano subito tutti i controlli che sono necessari per appurare le possibili frodi o comunque gli ennesimi abusi del superbonus. E che tutti imparino la lezione per il futuro: proprio perché è “super”, ossia eroga più del 100 per cento del costo dell’opera, eliminando il naturale contrasto di interessi fra compratore e venditore, il superbonus va considerato come un vero e proprio invito a delinquere.
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