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Il superbonus è un Ufo

C'è una discrasia tra i suoi effetti finanziari e quelli economici

Sergio De Nardis 19/03/2024

Il superbonus è un Ufo Il superbonus è un Ufo A fronte di una spesa pubblica per superbonus sempre più voluminosa (quasi 20 miliardi nel 2021, circa 55 nel 2022, ben oltre 70 stimati per il 2023) la dinamica degli investimenti in abitazioni ha progressivamente rallentato il passo tanto nei valori assoluti, quanto in variazione percentuale (50,1% nel 2021, 13,9 nel 2022 e 3,7 nel 2023). Un motivo potrebbe essere ricercato nel fatto che il superbonus e gli altri sussidi edilizi, inducendo strozzature e fenomeni di spiazzamento nelle costruzioni, si sarebbero tradotti in misura crescente in aumento dei prezzi più che delle quantità. Ma non è così. Le evidenze aneddotiche nonché quelle di fonte amministrativa (prezzari regionali che mostrano impennate dei costi di materiali e lavorazioni implicanti quasi il raddoppio della spesa di ristrutturazione dei condomini) non si riflettono nell’indice di prezzo degli investimenti in abitazioni (conti nazionali). La crescita del deflatore, già di per sé contenuta nel confronto con i paesi europei privi di superbonus, è risultata in netta decelerazione nell’arco del triennio, fin quasi ad azzerarsi nel 2023, ossia nell’anno di picco, e quindi di maggior pressione, del super-incentivo.
 
Se i prezzi non hanno reagito si dovrebbe allora pensare che un impatto crescente sui volumi di investimento si è in effetti avuto, solo che esso va misurato rispetto all’andamento ipotetico di tali spese se non ci fosse stato il superbonus. Sarebbe una procedura corretta, ma anche in tal modo si giungerebbe a risultati poco credibili: in assenza dell’incentivo, anche assumendo una sua bassa addizionalità (spesa aggiuntiva, rispetto a quella che avrebbe comunque avuto luogo, ben più bassa del valore facciale dell’incentivo) si sarebbe verificata, dato l’ammontare eccezionale delle cifre in ballo, una caduta rilevante degli investimenti in abitazioni, superiore ai risultati peggiori riscontrati negli stessi anni nell’area euro. Allora? La sconsolata conclusione è la presa d’atto di persistenti difformità tra le rendicontazioni finanziarie incorporate nel bilancio pubblico e i conti dell’economia quali risultano nella contabilità nazionale. Con la conseguenza che è di fatto impossibile una valutazione attendibile dell’impatto di un provvedimento così importante. Non è un caso che tutti gli uffici studi, dopo primi e parziali tentativi di quantificare gli effetti, se ne tengono ora alla larga. Così il superbonus, più che un’istigazione a delinquere secondo la curiosa valutazione di qualche osservatore, continua a configurarsi come un Ufo nei conti della nostra economia.
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