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Costruzioni, tanti dubbi sull'efficacia della patente a punti

Gli interventi del governo dopo il gravissimo incidente di Firenze

Claudio Di Donato 28/02/2024

Costruzioni, tanti dubbi sull'efficacia della patente a punti Costruzioni, tanti dubbi sull'efficacia della patente a punti Per fare il parrucchiere occorre un titolo abilitativo che richiede un corso di formazione di circa 1.500 ore. Per avviare un’impresa edile è sufficiente recarsi in Camera di commercio senza possedere alcuna abilitazione e ciò spiega le oltre 30mila aziende nate grazie alla spinta dei bonus all’edilizia. E la mancanza dei requisiti in entrata alimenta inevitabilmente un discreto tasso di improvvisazione imprenditoriale. La tragedia di Firenze ha riproposto la questione della sicurezza nei cantieri e il governo è intervenuto con celerità, forse eccessiva, introducendo una serie di nuovi obblighi e certificazioni a valle, continuando a trascurare l’esigenza che la qualificazione delle imprese richiede, prima di tutto, una legge di settore. La patente a punti è la novità principale della stretta decisa dal governo che ha scontentato quasi tutti, troppo morbida per i sindacati, caotica e scarsamente efficace per le imprese.
 
Per come è stata definita, la patente a punti lascia molte questioni irrisolte. Ad esempio si applica solo alle imprese edili ma in un cantiere operano anche impiantisti, elettricisti, serramentisti, autisti con relativi contratti. Se un edile viene investito da un escavatore cosa accade? I punti si perdono soltanto in caso di infortunio alle persone ma se crolla un pilastro e non ci sono vittime nessuno perde i punti. E ancora: le imprese che dispongono di attestazione SOA sono dispensate dalla patente a punti, ma la certificazione SOA non c’entra nulla con la sicurezza, indica soltanto che l’impresa possiede determinati requisiti tecnico-organizzativi, finanziari e deve essere in regola con fisco e contributi. Facendo un paragone nemmeno azzardato è come l’obbligo di certificazione dei bilanci delle società quotate, che non garantisce contro il falso in bilancio. La sicurezza deve essere la priorità, ma il concetto di sicurezza va ben oltre le regole che governano i cantieri, riguarda la qualità della progettazione e delle opere realizzate, le lavorazioni effettuate esternamente al cantiere, la gestione delle diverse fasi. Servono più controlli sostanziali e un approccio sistemico per qualificare le imprese del settore. Ancora una volta invece si preferisce la scorciatoia delle verifiche cartacee e di nuova inutile e poco chiara burocrazia.
 
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