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Concordato preventivo o condono preventivo?

Viene introdotto proprio mentre il Fisco dÓ segni di riuscire a ridurre l'evasione

Paolo Mazzanti 31/01/2024

Concordato preventivo o condono preventivo? Concordato preventivo o condono preventivo? Sul concordato fiscale biennale preventivo per autonomi e Pmi fino a 5 milioni di fatturato, InPiù ha sin dall’inizio temuto che fosse una legalizzazione dell’evasione, che secondo il Mef si concentra sulle partite Iva che evaderebbero in media il 70% dei propri redditi. Il viceministro alle Finanze Leo sin dall’inizio ha affermato invece che solo in questo modo si può affrontare il problema dell’evasione, visto che le ispezioni fiscali non sono un deterrente, perché sono troppo poche a fronte del mare magnum dei 4 milioni di partite Iva. Per questo il concordato preventivo si sarebbe dovuto applicare solo agli autonomi fiscalmente piu’ fedeli (o meno infedeli), cioè quelli che avevano 8 nella pagella fiscale e che, accettando la proposta del Fisco di pagare un po’ di più, avrebbero avuto la certezza di non subire accertamenti per due anni. In questo modo le ispezioni si sarebbero potute concentrare sui contribuenti meno fedeli e il fattore deterrenza sarebbe aumentato.Ma giovedì il Consiglio dei ministri ha accolto il parere del Parlamento (non vincolante) di togliere il requisito della fedeltà fiscale. Così il concordato si applicherà a tutti, anche a coloro che evadono il 70-80-
 
90% del reddito e che per non subire accertamenti per due anni sono probabilmente disposti a pagare il 10-15% in piu’ che sarà richiesto dal Fisco. Il concordato introduce dunque un piccolo obolo per poter continuare ad evadere. E anche questo sarebbe una specie di “male minore”, visto che secondo Leo l’evasione non si riesce proprio a scalfire, anche se verranno potenziati gli organici degli ispettori fiscali. Ma, ecco la sorpresa: negli ultimi anni la lotta all’evasione ha dato frutti insperati, grazie a fatturazione elettronica, incrocio di banche dati e intelligenza artificiale. Il recente rapporto Mef indica che l’evasione si è ridotta l’anno scorso a 85 miliardi, dai 110 del 2017. Allora il sospetto è che il concordato preventivo non sia un “male minore”, ma diventi una “protezione” contro un Fisco che sta diventando via via più efficiente e in grado di scovare gli evasori. Per questo è stato definito un “condono preventivo“, che forse ci farà guadagnare qualche miliardo, ma molti meno di quelli che potremmo incassare con una vera lotta all’evasione.
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