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Giorgetti dica che cosa intende privatizzare

Necessario un Piano di cessioni per rassicurare la Ue e i mercati

Paolo Mazzanti 06/12/2023

Giorgetti dica che cosa intende privatizzare Giorgetti dica che cosa intende privatizzare La cessione del 25% del Monte dei Paschi di Siena per circa 900 milioni e’ stato solo l’antipasto, per di più esplicitamente richiesto dall’Ue. Le prossime tappe saranno assai più impegnative e stanno già facendo litigare il governo, che nella Nadef si è impegnato a realizzare 20 miliardi di privatizzazioni in tre anni per cercare di non far aumentare il debito pubblico. Quindi il ministro Giorgetti deve trovare altri 19 miliardi e rotti. Gli resta da vendere un 38% del Monte Paschi, che potrebbe valere 1,5 miliardi. E gli altri 17,5, cui andrebbero aggiunti i 2 miliardi che lo Stato spenderà per la rete unica di telecomunicazioni e il miliardino che probabilmente dovrà scucire per l’ex Ilva?  Il vicepremier Tajani, ricordandosi di essere liberale, sta proponendo di privatizzare un po’ tutto, dalle Fs ai Porti fino al patrimonio immobiliare da 300 miliardi (come propone da anni l’Ad di Intesa San Paolo Messina), ma ha già incassato dal collega Salvini un sonoro “no” ai Porti e “ni” alle Fs, mentre tace la premier Meloni, leader di un partito nazionalista e statalista. Che fare?
 
Sarebbe utile che il governo uscisse dai battibecchi estemporanei e producesse un bel Piano privatizzazioni da presentare al Paese e ai potenziali investitori nazionali e internazionali. I nostri Fondi pensione e Assicurazioni hanno patrimoni e riserve tecniche per quasi mille miliardi, in cerca di impieghi “pazienti”, a lungo termine, e potrebbero essere interessati a investire in società pubbliche e parapubbliche sicure, a cominciare dalla Cassa Depositi e Prestiti (Cdp), di cui sono già azioniste di minoranza le Fondazioni bancarie. E a sua volta Cdp (che ha partecipazioni in Eni, Snam, Fincantieri, Terna, Ansaldo, Autostrade e diverse altre società) potrebbe investire nella rete ferroviaria (Rfi) che deve restare pubblica o nei porti, mentre Trenitalia, i servizi portuali e il patrimonio immobiliare pubblico, concentrati in società e fondi immobiliari, potrebbero essere quotati in borsa e attrarre investitori di mercato. E poi ci sono le residue partecipazioni pubbliche in Eni, Enel, Poste e le società regionali e comunali. Col nuovo Patto di stabilità (o con quello vecchio resuscitato) il 2024 non sarà facile per la finanza pubblica e l’annuncio di un Piano privatizzazioni potrebbe rassicurare la Ue e i mercati sulla nostra volontà di ridurre il debito. E contribuire a tenere sotto controllo i tassi dei titoli di Stato.
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