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Ex Ilva, convivenza impossibile tra ArcelorMittal e lo Stato

La tentazione di ri-statalizzare la societÓ, ma il governo pare diviso

Claudio Di Donato 05/12/2023

Aditya Mittal a Palazzo Chigi Aditya Mittal a Palazzo Chigi L'ex Ilva sull'orlo dell'abisso non è una novità, ma la nuova riunione in calendario domani tra ArcelorMittal e Invitalia non potrà terminare con un nulla di fatto. Con un solo altoforno in funzione a Taranto, la produzione a fine anno rischia di scendere a poco più di 2 milioni di tonnellate, ben lontana dai 4 milioni stimati mentre gli 8 milioni previsti nel 2026 appaiono come un miraggio. ArcelorMittal fa il bello e il cattivo tempo sull'ex Ilva, rilevata con un contratto d'affitto nel 2018 a firma del ministro Calenda. A distanza di 5 anni è evidente che il colosso mondiale dell'acciaio era ed è molto interessato al mercato dell'ex Ilva ma non ha il minimo interesse verso i siti produttivi italiani, tanto più che la joint venture con Invitalia ha permesso il deconsolidamento dell'ex Ilva e relative perdite, nonostante detenga ancora saldamente la maggioranza azionaria.
 
Dal 2018 la situazione della più grande acciaieria d'Europa è precipitata e la ragione non può essere lo scudo penale che va e viene. La convivenza tra Arcelor Mittal e lo Stato italiano è più che travagliata, tra scambi di accuse e obiettivi divergenti. O meglio: quelli di ArcelorMittal sono chiari, quelli del governo quantomeno confusi. Da un lato il Mef e la controllata Invitalia, dall'altro il ministro Fitto che firma memorandum con ArcelorMittal senza informare Giorgetti e la controllata. In mezzo, la revisione del Pnrr che ha dimezzato le risorse per la decarbonizzazione di Taranto. Tornare all'acciaio di Stato è una delle opzioni, ma il governo non ha ancora chiarito se farà salire Invitalia al 60% di Acciaierie d'Italia. Nazionalizzare presuppone che lo Stato possa fornire risorse e competenze, e il dubbio è più che legittimo. Cambiano le maggioranze, ma resta forte la tentazione dei governi a indossare i panni del "cavaliere bianco". I precedenti Ita e Tim dovrebbero suggerire di cambiare approccio.
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