Versione stampabile Riduci dimensione testo Aumenta dimensione testo

Italia depressa, governo euforico

Il pessimismo del Rapporto Censis e l'ottimismo della premier Meloni

Paolo Mazzanti 04/12/2023

Italia depressa, governo euforico Italia depressa, governo euforico Ciò che più stupisce dell’Italia sonnambolica e depressa, spaventata da guerre, insicurezza e denatalità (chi pagherà le nostre pensioni?), disegnata dal Censis, è la distanza siderale con la narrazione del governo e segnatamente della premier Meloni, che parla solo di “orgoglio e grandezza della Nazione” tornata al centro del mondo (anche se la candidatura di Roma all’Expo 2030 ha racimolato solo 17 miseri voti), con il Pil piu’ alto di Francia e Germania (grazie a Conte e Draghi) e col record di occupazione (ma sempre molto sotto la media europea). E’ un distacco che supera le necessità della propaganda politica e che indica una percezione falsata della realtà, che alla lunga potrebbe rivelarsi molto pericolosa.
 
E’ probabile che la percezione degli italiani sulla loro condizione pecchi di eccessivo pessimismo, dovuto al continuo bombardamento mediatico cui siamo sottoposti, che genera ansia e preoccupazioni. Ma il governo e in generale la politica sembra correre il rischio opposto, un eccesso di ottimismo al limite dell’euforia, sbagliando priorità e generando false illusioni. Per magnificare la modestissima legge di bilancio in corso di approvazione, molti esponenti di maggioranza hanno parlato di “uno stipendio in piu’ per i lavoratori” grazie alla proroga del taglio al cuneo fiscale: molti cittadini si aspetteranno piu’ soldi in busta paga da gennaio, mentre non cambierà nulla rispetto a dicembre, trattandosi appunto di proroga. Sulla crisi demografica, vera emergenza strutturale aggravata dall’emigrazione di 36 mila giovani italiani tra 18 e 34 anni solo quest’anno, il governo pensa sia sufficiente promuovere la natalita’. Ma gli sfugge che così potremo forse recuperare occupati fra 25 anni, mentre per colmare il “buco” di popolazione e lavoratori fra i 25 e i 50 anni di età si deve puntare subito sugli immigrati, con un grande piano di integrazione e formazione di cui nessuno parla. Altro che spedirli in Albania.
Altre sull'argomento
Contundente
Contundente
Ferrovia
L'Europa sbanda sull'Ucraina
L'Europa sbanda sull'Ucraina
Sintesi degli editoriali dei principali quotidiani
Altro parere
Altro parere
Bugiardi, pazzi, criminali
Il senso di un voto
Il senso di un voto
Sintesi degli editoriali dei principali quotidiani
Pubblica un commento
Per inserire un nuovo commento: Scrivi il commento e premi sul pulsante "INVIA".
Dopo l'approvazione, il messaggio sarà reso visibile all'interno del sito.