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Come ci siamo difesi dall'inflazione

Risparmi sui beni rincarati, sussidi pubblici, aumento degli occupati

Sergio De Nardis 18/01/2023

Come ci siamo difesi dall'inflazione  Come ci siamo difesi dall'inflazione L’inflazione media del 2022 misurata dall’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività è stata pari all’8,1% (in un percorso comunque in salita: 11,6 a dicembre). Senza gli interventi del governo Draghi e, per gli ultimi mesi, del governo Meloni di riduzione delle imposte indirette sui beni energetici, l’inflazione dello scorso anno sarebbe stata più alta di circa un punto percentuale. l comportamenti delle famiglie volti a contenere gli acquisti dei beni più cari, modificando i propri panieri di spesa, hanno costituito un’ulteriore arma di difesa contro lo shock inflazionistico: il deflatore dei consumi delle famiglie, misura che tiene conto dei mutamenti di composizione della spesa, dovrebbe essere cresciuto nel 2022 di oltre un punto meno dell’indice dei prezzi al consumo. L’inflazione effettivamente “pagata” dai consumatori italiani dovrebbe così essere stata intorno al 7% lo scorso anno, cifra comunque elevata.
 
Il monte retributivo da lavoro dipendente dovrebbe essere aumentato in misura non molto dissimile dal deflatore dei consumi. La tenuta della massa di potere d’acquisto dei dipendenti risente del buon andamento dell’occupazione che compensa l’erosione delle retribuzioni pro capite in termini reali. In definitiva, i lavoratori dipendenti si sono difesi dall’inflazione in parte con i loro comportamenti (riducendo la spesa per i beni rincarati) e in parte beneficiando delle misure governative (minori accise, oltre che bonus). Tale difesa ha comunque costituito un insufficiente riparo e il potere d’acquisto delle retribuzioni è diminuito. In aggregato tale peggioramento non si nota perché l’occupazione ha continuato a crescere: gli occupati dipendenti sono di più, ma salari e stipendi di ciascuno sono scesi in termini reali. L’inflazione ha ora preso una china discendente, resta da verificare se, a seguito dello shock energetico, la perdita di reddito reale pro capite subita dai dipendenti sia proporzionata a quanto sperimentato dagli altri soggetti e dall’economia nel suo insieme. Da una simile valutazione dovrebbero discendere nel 2023 le richieste di compensazione salariale, che siano frutto di concertazione o conflitto. 
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