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Elettricità, crolla l'import dalla Francia

Rischio razionamento per i problemi delle centrali nucleari transalpine

Pia Saraceno 06/12/2022

Elettricità, crolla l'import dalla Francia Elettricità, crolla l'import dalla Francia Dopo la rassicurazione del Ministro Pichetto Frattin sulla riduzione del rischio razionamento di gas grazie al calo della domanda degli ultimi mesi, l’ad di Terna Donnarumma ha riproposto all’attenzione il rischio che nel corso dell’inverno possano venire meno le importazioni di elettricità dal nucleare francese. Un pericolo che a settembre era stato smentito dal Ministero della transizione energetica di Parigi, cui ha fatto seguito però nei giorni scorsi l’annuncio dell’operatore di rete che per gennaio vi sarà una riduzione del 12% dei flussi rispetto a quanto promesso a settembre, a causa di scioperi e ritardi nei programmi di manutenzione delle centrali transalpine. Il responsabile della rete francese, in contemporanea con l’allarme di Terna, ha inoltre dovuto rassicurare i francesi che il rischio di blackout in Francia durante l’inverno sarà scongiurato dalla solidarietà garantita da Germania ed Inghilterra sulle forniture di gas per le centrali termiche, ma che temperature invernali rigide e ritardi nelle manutenzioni nel nucleare potrebbero provocare un razionamento. E’ chiaro che in questo caso problemi di scarsità più gravi investirebbero anche l’Italia. Le problematiche delle centrali nucleari francesi si protraggono da qualche anno. Nei primi 10 mesi del 2022 dalla Francia abbiamo già importato il 17% in meno del 2021, supplendo con maggiore produzione interna da centrali a gas. Le difficoltà del nucleare francese hanno modificato poi tutti gli scambi sulla rete europea e l’Italia, oltre a ridurre le importazioni, ha aumentato le esportazioni di energia.
 
Il rischio del prolungarsi dell’indisponibilità avrebbe l’effetto non solo sull’import dalla Francia, ma anche da altri Paesi, perché tutta l’area continentale diventerebbe deficitaria. Nel caso di blocco totale dei flussi, la maggiore domanda del termoelettrico per compensare provocherebbe in Italia una domanda aggiuntiva di gas di 20 milioni di m3 al giorno (poco più del 6% della domanda di gas di un giorno invernale). E’ evidente che i provvedimenti previsti per il contenimento dei consumi di gas non saranno sufficienti: i giorni critici valutati nel 7% dei giorni invernali con le importazioni dalla Francia annunciate a settembre, diventerebbero potenzialmente tutti quelli in cui verrebbe a mancare il flusso dalla Francia. Misure di razionamento più severe rispetto a quelle già previste sia nel gas che nell’elettricita’ diventerebbero allora indispensabili.
 
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