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Giorgetti, l'ottimista interessato

Il ministro dell'Economia contrasta il pessimismo (anche per non dover sborsare più soldi)

Paolo Mazzanti 05/12/2022

Giorgetti, l'ottimista interessato Giorgetti, l'ottimista interessato Recessione? Non è affatto detto, perché l’andamento dell’economia e’ meno preoccupante di quel che si dice. Il Pnrr? Lo realizzeremo nei tempi previsti, centreremo i 55 obbiettivi stabiliti per fine anno e otterremo dall’Europa la nuova tranche di 19 miliardi. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, con un “uno-due” degno di Cassius Clay, venerdì ha assestato un ko al pessimismo dominante, compreso quello del Fondo Monetario. In mattinata ha partecipato all’incontro sul Pnrr con i colleghi Fitto, Pichetto Fratin e il Commissario Gentiloni e nel primo pomeriggio ha illustrato la manovra alla Commissione Bilancio della Camera. E in entrambi i casi ha diffuso un serafico ottimismo.
 
Il ministro ha citato i dati positivi degli ultimi mesi: il Pil 2022 in crescita di un imprevisto 3,9%, l’export che veleggia verso il record dei 600 miliardi; l’aumento della fiducia di famiglie e imprese, il record di occupazione in ottobre (al 60,5%) e, da ultimo, l’iniziale rallentamento dell’inflazione. Quindi, ha concesso il ministro leghista “tendenza Draghi-Meloni”, ci potrebbe anche essere nei prossimi trimestri una piccola recessione tecnica, ma da metà 2023 l’economia riprenderà a tirare e il Pil aumenterà il prossimo anno almeno del 2%. E’ encomiabile il tentativo di Giorgetti di contrastare l’atteggiamento un po’ depressivo che circola nel Paese, registrato anche dal sismografo del Censis, che ha parlato di italiani afflitti da “paura e malinconia”. Ma l’ottimismo, che poggia certamente su elementi concreti, fa molto comodo al ministro in questo momento per rintuzzare le richieste di maggiori interventi e risorse avanzate dalle opposizioni, dalla maggioranza e dalle parti sociali. Se le cose vanno meglio di quel che appare, non c’è bisogno di altri soldi pubblici. E così siamo tutti un po’ meno malinconici. Incrociando le dita.
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