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Il nodo riforme sul Pnrr

La Ue preoccupata per giustizia, concorrenza e lotta all'evasione fiscale

Stefano Micossi 05/12/2022

Il nodo riforme sul Pnrr Il nodo riforme sul Pnrr L’approvazione della legge di bilancio si interseca strettamente con il rispetto delle condizioni per l’erogazione della nuova tranche dei fondi del PNRR. Mentre sul primo fronte il governo si sta muovendo con prudente equilibrio, sul secondo qualche disagio si sta manifestando a Bruxelles. I fronti caldi sono almeno tre. Il primo è la riforma Cartabia della giustizia, sulla quale è forte l’opposizione di molti magistrati e della quale il governo ha in parte sospeso l’entrata in vigore. Le questioni sollevate riguardano in particolare le nuove norme sulla valutazione dei magistrati, la separazione delle carriere e i poteri dei capi degli uffici; norme che avevano motivato in primavera un inusuale sciopero dei magistrati contro il parlamento. Inoltre, molti in parlamento chiedono la revisione delle disposizioni della Legge Severino contro la corruzione che prevedono la decadenza automatica dalla carica di politici locali condannati in primo grado per reati contro la pubblica amministrazione.
 
In secondo luogo, la Commissione è preoccupata per le norme che possono indebolire la lotta all’evasione, prime tra tutte quelle che prevedono l’innalzamento dell’uso del contante e l’obbligo dei negozi di accettare i pagamenti elettronici anche per piccole cifre. Infine, preoccupa il destino della legge annuale sulla concorrenza, sulla quale è forte la resistenza tra le forze politiche della coalizione di governo. Si tratta di test importanti sulla capacità del governo di mantenere il cammino per la realizzazione del PNRR. Non costituisce un ostacolo, invece, l’esigenza di modificare i capitoli di spesa per tener conto degli aumenti di prezzo degli ultimi mesi. Al riguardo, il governo ha i poteri necessari per riprogrammare le spese sia per i fondi PNRR, sia per il fondo complementare varato a suo tempo dal governo Draghi, sia per i fondi di coesione (dove non siamo riusciti a spendere la metà dei fondi disponibili per il periodo 2014-20). La Commissione ha già indicato che valuterà con flessibilità le proposte in tal senso. Sapendo però che i fondi totali disponibili non potranno aumentare.  
 
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