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Il terremoto Juventus

Dopo anni di attività “opache” alla ricerca della Coppa dei Campioni

Giancarlo Santalmassi 01/12/2022

Il terremoto Juventus  Il terremoto Juventus La chiamano ‘la coppa dalle lunghe orecchie’. Perché i due manici della Coppa dei Campioni sono come due grandi orecchie che in altezza superano, e di molto, quella della coppa stessa. Per capire il terremoto al vertice della Juventus occorre partire da lontano, dai tempi di due dirigenti spregiudicati: Luciano Moggi e Antonio Giraudo. Lo rivela in un’intervista uno che la società bianconera la conosce da dentro e molto bene: Maurizio Capobianco. Che racconta: "Agli inizi del 2005 sono venuto a conoscenza di almeno quattro casi in cui la Juve ha fatto arrivare beni di ingente valore a due arbitri italiani, a un esponente della Figc, e a uno della Covisoc" cioè la commissione di vigilanza sulle società professionistiche del calcio, preposta al monitoraggio della situazione economico-finanziaria delle società calcistiche. Capobianco è un ex dirigente della Juventus, che spiega alcuni retroscena ‘scomodi’ di Calciopoli: "Beni facilmente monetizzabili venivano consegnati per il tramite di società terze a soggetti terzi. Terzi legati agli arbitri da rapporti di parentela. I fatti risalgono al 1995. Chi sono questi arbitri? Questo non ho intenzione di dirlo, al momento. I beni? 20-25 milioni di lire, per ogni "gratificazione".
 
Perché parlo ora? Perché ora mi rendo conto di come hanno rovinato una società con una storia di oltre cento anni, con la complicità di arbitri, giornalisti e istituzioni. Sulla questione giornalisti la Juve aveva consulenze molto ricche con società vicine ad alcuni di loro. A inizio stagione si stipulava un contratto per studiare progetti di comunicazione. Poi a giugno, se la Juve aveva vinto lo scudetto, la società decideva di realizzare quei progetti e pagava il premio alla società di comodo: i progetti, ovviamente, non vedevano mai la luce. Della Semana srl - partecipata dalla Juve al 30% - si è parlato poco. Attraverso la Semana srl, Moggi e Giraudo, finanziavano indirettamente le curve. Nei bilanci ci sono fatture da decine di migliaia di euro a gara per l'acquisto di coreografie, striscioni e quant'altro. Che mi risulti Semana srl è sempre operativa, Giraudo ha ancora il 2% della Juve e questo fa di lui uno dei maggiori azionisti bianconeri. C'è ancora Bettega che partecipava a tutte le riunioni con Moggi e Giraudo”. Poi c’è il capitolo regali, a partire dagli orologi di prestigio ad alcuni arbitri.
 
Capitolo Gea, società di consulenza con sedi a Roma, Dubai e Londra, operante nel settore del business sport. “Nel 2004  - ricorda Capobianco - si è coperta una provvigione liquidandola con un contratto di consulenza a una società di comodo. La fattura, da 250 mila euro, era intestata a una cooperativa romana di giornalisti dietro la quale pare ci fosse la Gea". Poi c’è il capitolo Ronaldo. Pagato carissimo, Ronaldo è uno avidissimo: segue solo il denaro. La Juventus, che ha vinto la Champions due sole volte, nel 1985 e nel 1996, lo aveva comperato per vincere la terza Coppa. Allegri non c’è riuscito, pur avendo due squadre di grandi calciatori. E infine ci sono le sovrafatturazioni: pare che se una carta privata Juventus- Ronaldo venisse fuori, rivelerebbe parecchi reati. Nota bene: la Juventus è una società quotata. Insomma, le brusche dimissioni del vertice, a cominciare dall’ex presidente Andrea Agnelli, sono state date per non essere arrestati per falso in bilancio.
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