Versione stampabile Riduci dimensione testo Aumenta dimensione testo

L'Europa carica di nuove norme le imprese

La Gran Bretagna invece le alleggerisce

L'Irriverente 18/11/2022

L'Europa carica di nuove norme le imprese  L'Europa carica di nuove norme le imprese Poche ne sono informate, ma sulle medie e grandi imprese europee - un universo di oltre 40mila società - stanno per abbattersi circa 350 pagine di nuova regolamentazione. Sono i 12 standard per il reporting di sostenibilità appena varati dall’Efrag, organo di consulenza della Commissione europea in materia contabile che, nell’occasione, ha esordito in un inedito ruolo di “standard setter”. Il reporting di sostenibilità prende il posto che finora era occupato, ma soltanto per le grandissime aziende (400 in tutta Europa), dalle dichiarazioni non finanziarie. E le informazioni obbligatorie che le imprese dovranno esibire riguardano tutti i fattori ESG (ambiente, società, governance) e non soltanto le questioni ambientali, che invece rappresentano l’unico scopo del progetto parallelo di standard di sostenibilità, su cui sta lavorando a livello internazionale la IFRS Foundation. Ci sono almeno un paio di questioni che allarmano il mondo delle imprese. La prima riguarda l’ampiezza della catena del valore dove si eserciteranno gli obblighi di trasparenza che, per il regulator, dovranno includere anche i fornitori ed i clienti dell’impresa. Ma, quest’ultima, ne è in possesso, li può fornire e con che costi?
 
L’altro tema attiene alla cosiddetta “doppia materialità”. I principi contabili impongono alle imprese di descrivere in un bilancio quanto è rilevante (materiale) per un investitore, un concetto che nella generalità dei casi non è di difficile applicazione. Ma quando la materialità è riferita al clima, alla governance, a questioni sociali la questione è più complessa e, ancora, implica aspetti che travalicano gli orizzonti di un’impresa. Il gran numero di rilievi emersi durante la fase di consultazione - molti provenivano dall’Organismo Italiano di Contabilità - hanno permesso di limitare le zone d’ombra e l’onere regolamentare richiesto agli operatori. Ma probabilmente la Commissione Europea, cui spetta di recepire gli standard, dovrà fare di più per evitare che le imprese del continente affoghino letteralmente nel mare delle norme. Dall’altra parte della Manica, invece, la politica ha già scelto. Intervenendo in un’altra materia controversa - le regole prudenziali degli assicuratori - il governo britannico ha decisamente preso le parti dell’industria con un significativo alleggerimento delle norme europee di Solvency II, una cornice regolamentare divenuta troppo stretta per l’Inghilterra del dopo Brexit. Nel complesso - ha calcolato l’Abi, la lobby delle compagnie inglesi - verranno liberati circa 100 miliardi di sterline di capitale prudenziale, che potranno essere utilizzati a sostegno dell’economia reale e per promuovere la transizione energetica.
 
Altre sull'argomento
Alla ricerca della crescita (potenziale) perduta
Alla ricerca della crescita (potenziale) perduta
Si sta chiudendo il gap con Germania e Francia
Il nodo riforme sul Pnrr
Il nodo riforme sul Pnrr
La Ue preoccupata per giustizia, concorrenza e lotta all'evasione fiscale
L'idiosincrasia della destra per il Mes
L'idiosincrasia della destra per il Mes
La maggioranza ha detto che non intende utilizzare i prestiti ...
Altro parere
Altro parere
Un tetto troppo alto e il distacco dalla realtà
Pubblica un commento
Per inserire un nuovo commento: Scrivi il commento e premi sul pulsante "INVIA".
Dopo l'approvazione, il messaggio sarà reso visibile all'interno del sito.