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Il Covid frena la natalità

Fanno eccezione gli Stati Uniti soprattutto per le donne laureate

Fabrizio Galimberti 17/11/2022

Il Covid frena la natalità Il Covid frena la natalità In quella che vorremmo chiamare la ‘post-pandemia’ (vorremmo, ma non possiamo ancora) cominciano a fiorire millanta analisi sugli effetti del Covid rispetto a tante variabili: sociali, demografiche, geografiche… Più di un saggio si è esercitato sugli effetti del Covid rispetto al tasso di natalità. A priori, ci possono essere ragioni sia a favore di un aumento che a favore di una riduzione delle nascite. Quando, nel 1965, sulla costa orientale degli Usa, ci fu un blackout che durò quasi un giorno intero (il sottoscritto si trovava a New York, e dovette scendere, da One Wall Street, 32 piani a piedi nel buio), dopo 9 mesi si registrò un netto aumento delle nascite: si vede che, con l’essere costretti a casa, l’oscurità favoriva l’intimità… Ma nel caso delle chiusure da Covid, è successo il contrario. Un saggio nel «Journal of Human Reproduction» (Impact of the first wave of the COVID-19 pandemic on birth rates in Europe: a time series analysis in 24 countries, di Léo Pomar, Guillaume Favre, Claire de Labrusse, Agathe Contier, Michel Boulvain, David Baud - Ottobre 2022) conclude che ci fu in Europa un calo del 14% nel tasso di natalità (-28% per la Lituania, -14% in Francia e Spagna, -17% in Italia…). Dopo la data di rilevazione (gennaio 2021) ci fu qualche rimbalzo verso valori normali, ma non abbastanza da compensare la caduta precedente. Il che, per Paesi già preoccupati del calo demografico, non è positivo. Le ragioni addotte da interviste sul campo sono essenzialmente economiche: fare un figlio costa, e, con la recessione da Covid, le coppie tiravano i remi in barca.
 
Una strana eccezione si trova negli Stati Uniti. Anche lì c’è stato un calo di natalità, ma essenzialmente dovuto al ‘turismo per parto’. Chi nasce negli Usa è automaticamente cittadino americano (sullo jus soli l’America è molto avanti), e sono moltissime le donne che si recano negli Stati Uniti con l’unico scopo di dare alla luce un piccolo Yankee. Per comprensibili ragioni, con le chiusure da Covid, questi viaggi cessarono. Se si guarda alla natalità riferita alle sole donne di nazionalità americana, invece di un calo abbiamo un aumento delle nascite («The Covid-19 Baby Bump: The Unexpected Increase in U.S. Fertility Rates in Response to the Pandemic», di Martha J. Bailey, Janet Currie, e Hannes Schwandt - NBER Working Paper No. 30569, ottobre 2022). Le ragioni non sono chiare. Forse, dato che i bambini di solito si fanno a casa, il telelavoro dava più opportunità… E in effetti l’aumento della natalità è stato più forte per le donne laureate, per le quali era più frequente la possibilità di lavorare da casa (naturalmente, anche l’uomo doveva essere in telelavoro…).
 
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