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Globalizzazione e nuovi vincoli

Perché Apple sposta parte della produzione dalla Cina all'India

Fabrizio Galimberti 27/09/2022

Globalizzazione e nuovi vincoli  Globalizzazione e nuovi vincoli “La notizia della mia morte è un’esagerazione”, scrisse Mark Twain in un articolo sul New York Journal del 2 giugno 1897. E lo stesso si potrebbe dire, in questo autunno del 2022, della morte della globalizzazione. Le convenienze continueranno a dettare le scelte di localizzazione, anche se queste scelte sono oggi soggette a nuovi vincoli. Il primo – ne è un esempio la recente decisione della Apple di spostare dalla Cina in India parte della produzione degli iPhone – è semplice da capire: globalizzare è bene, ma diversificare è meglio. I costi del lavoro in India sono più bassi che in Cina, ma non è stata questa la ragione della decisione. La ragione sta nel fatto che dipendere da un solo – o dominante – fornitore non è mai saggio. E le restrizioni da Covid in Cina hanno impattato sulla logistica e consigliato alla Apple di ricorrere alla versione commerciale della andreottiana ‘politica dei due forni’.
 
Tornando a Mark Twain, questi non sarebbe d’accordo: in «Pudd’nhead Wilson» (1893), scrive: «Ascolta, disse lo sciocco, ‘Non mettere tutte le tue uova in un solo paniere’ – il che è una maniera per dire ‘Disperdi qua e là i tuoi soldi e le tue cure’. Ma il saggio dice: ‘Metti tutte le tue uova in un solo paniere e PROTEGGI QUEL PANIERE’». Il problema, naturalmente, è che se il paniere è soggetto a disastri naturali (vedi l’impatto sulla produzione di chip con le inondazioni del 2011 in Thailandia) o se le ‘uova’ del paniere non possono più andare dal punto A al punto B, è meglio avere più panieri… Il secondo vincolo è una variante del primo: il ‘nearshoring’, che suggerisce come, se bisogna delocalizzare è meglio non delocalizzare troppo lontano: più geograficamente distante è il fornitore, più numerosi sono gli inciampi che possono smagliare le catene di offerta. Il terzo vincolo è figlio dell’invasione russa in Ucraina: il ‘friendshoring’ dice che bisogna guardare non solo alle convenienze di costo, ma anche alla ‘amicizia’. Se il fornitore è un Paese che usa delle sue forniture come arma di pressione o di ricatto – ogni riferimento alla Russia e al gas naturale non è casuale – è meglio, d’ora in poi, rifornirsi da Paesi amici.
 
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