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Gas, le differenze tra Ue e Italia

La proposta della Commissione e le misure già in vigore nel nostro Paese

Pia Saraceno 19/09/2022

Gas, le differenze tra Ue e Italia Gas, le differenze tra Ue e Italia Dopo le misure per l'emergenza gas, il nuovo pacchetto d'emergenza della Commissione Ue per l'approvazione del Consiglio dei ministri il prossimo 30 settembre individua gli strumenti d'emergenza per contenere i prezzi nel settore elettrico. E' al momento esclusa la modifica dei meccanismi di formazione del prezzo elettrico per non indebolire la potenza del segnale che va nella direzione di superare le tecnologie a gas. Il cosiddetto "disaccoppiamento" dei prezzi per le tecnologie inframarginali fissando un tetto massimo ai ricavi non è infatti un cap alla formazione del prezzo su Mgp, ma un modo per estrarre le extrarendite che ottengono nel contesto attuale le tecnologie che producono l'energia elettrica con input diversi dal gas, per redistribuirle, con meccanismi che ciascun paese deciderà, ai consumatori. Nel contempo, l'esclusione dell'idroelettrico a bacino che offre sul mercato elettrico nelle ore di punta dalla definizione di inframarginali e la proposta di ridurre la pressione della domanda nelle ore di massima domanda nel prossimo inverno dovrebbero aiutare a ridurre le tensioni sui prezzi nei momenti più critici.
 
Le proposte per estrarre le rendite inframarginali non rappresentano peraltro una novità, sette paesi le hanno già anticipate anche se con nomi, definizioni, e modalità di valutazione degli extraprofitti differenti. Nel caso italiano ad esempio l'art. 15-bis del Decreto Sostegni-Ter ha introdotto un meccanismo di compensazione a due vie sul prezzo dell'energia elettrica immessa in rete sino al 31 dicembre per tutti gli impianti con potenza superiore a 20kW entrati in funzione prima del 2010, alimentati da fonti solare, idrica, geotermica ed eolica, inclusi quelli non incentivati, i cui ricavi di fatto dipendono dai prezzi di mercato. Le modalità di applicazione sono state decise dall'Arera con delibera del giugno scorso ed il calcolo del dare ed avere sarà a cura del Gse. Quindi le remunerazioni delle rinnovabili (incluso l'idroelettrico non incentivato) sono già disaccoppiati da quelli del gas.
 
Ancora il Gse non ha dato evidenza all'impatto che la nuova normativa avrà sugli oneri di sistema, che, essendo fiscalizzati, genereranno extrarendite che arriveranno comunque allo Stato. I prezzi di riferimento (attorno ai 60euroMwh) per il calcolo degli extraprofitti e le corrispondenti remunerazioni (feed in premium sui prezzi di mercato per le forme incentivate ma non solo) sono cambiati negli anni. I ricavi riconosciuti sono però significativamente inferiori al tetto proposto alla remunerazione degli impianti inframarginali dalla Commissione pari di 180euro al Mwh. Le tipologie d'impianti soggetti al meccanismo di cap sui ricavi previste dalla legislazione italiana sono inoltre diverse da quelle individuate dalla Commissione e diversi sono i periodi coperti dalle misure. Il documento della Commissione se la cava dicendo che i paesi che hanno già messo in pratica provvedimenti, potranno non seguire la  proposta Ue. E' facile prevedere però che ci saranno complicazioni nel coordinamento e che vi saranno richieste di riconoscimenti superiori da parte degli operatori italiani.
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