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Inflazione e tassi d'interesse reali

Un riaggiustamento è necessario dopo il lungo periodo di rendimenti nulli o negativi

Andrea Battista 14/09/2022

Inflazione e tassi d'interesse reali Inflazione e tassi d'interesse reali Anche nel recente meeting di Cernobbio l'aumento dei tassi di interesse è stato, come prevedibile, uno degli "elefanti nella stanza". Non sono mancate le voci critiche, che hanno sottolineato l'effetto potenzialmente controproducente della strategia di aumento, almeno in Europa. Qualche famoso economista è giunto a richiamare modelli teorici che, trattando i tassi come un costo d'impresa, vede nel loro aumento un fattore potenzialmente pro inflattivo e non deflattivo. Alcuni politici - ca va sans dire in campagna elettorale - si uniscono ora a questo coro.
 
Come stiamo osservando, pare davvero difficile che nel mondo reale le banche centrali possano farsi influenzare da simili percorsi logici. Diverso discorso è se la politica monetaria non debba essere accompagnata da una politica fiscale adeguata alle circostanze (e su tale tema è da poco intervenuto su InPiù Marcello Messori). Esiste anche un altro piano su cui portare la discussione, al momento meno frequentato, che è l'orizzonte di medio/lungo periodo.
 
I tassi d'interesse nominali a livello prossimo allo zero o negativi - punto di partenza del processo di aumento, dobbiamo sempre ricordarlo - sono un'anomalia - o perlomeno una peculiare caratteristica - legata a un periodo storico. E sono durati a lungo, qualcuno comincia a pensare troppo. A tendere, pare ancora difficile immaginare un sistema finanziario che operi a tutto campo tramite il prezzo chiave - sia dei propri fattori produttivi che dei propri prodotti - che navighi permanentemente in territorio negativo o non lontano dallo zero.
 
La normalizzazione è di certo un processo costoso per tutti, non solo per l'economia reale ma anche per il sistema finanziario, che vede ridurre il valore dei rilevanti asset a tasso fisso in bilancio. Ma è a tendere comunque necessaria per dare un prezzo significativo ad una risorsa scarsa come il risparmio e per remunerarlo anche quando il rischio che si addossa è relativamente limitato. Sotto questo profilo la dinamica inflazionistica è "l'occasione" - di cui si intende avremmo ovviamente fatto tutti molto volentieri a meno - per realizzare questo percorso senza ostacoli insormontabili e mantenendo comunque bassi i tassi di interesse reali.
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