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Clima, investitori in retromarcia

Rischi di insuccesso per la Cop27 di novembre in Egitto

Pia Saraceno 04/08/2022

Clima, investitori in retromarcia Clima, investitori in retromarcia Abbiamo ignorato per troppo tempo gli avvertimenti degli esperti sulle conseguenze dell'attività dell'uomo sul cambiamento climatico indotto dal surriscaldamento della terra. Ora ne vediamo già le conseguenze sotto forma di uragani, trombe d'aria, alluvioni, ondate di calore, siccità ecc, eventi avversi con danni fisici che non potranno che diventare più estremi nei prossimi anni, anche nel mondo sviluppato. I nati nel 2020 vivranno in un mondo più ostile di quello dei loro nonni: il cambiamento climatico inciderà sempre di più sul loro benessere, la distruzione del capitale naturale agirà negativamente sullo sviluppo futuro in modo più o meno marcato in tutte le aree del pianeta. Ciò nonostante gli sforzi per contrastare ed adattarsi sono ancora percepiti come costosi in termini di occupazione e crescita. La resistenza a cambiare di passo è forte specialmente per gli investitori nei settori dipendenti dalle fonti fossili.
 
La guerra in Ucraina sta paradossalmente accentuando la resistenza al cambiamento da parte degli investitori dei mercati finanziari, che invece al Cop26 sembravano poter/voler supportare la transizione. Uno studio recente commissionato dal Conference Board ha evidenziato che il supporto alle iniziative ambientali e sociali degli azionisti dei fonti d'investimento è crollato dal 37% al 33%. Tra gli azionisti di BlackRock la caduta è stata dal 43% al 24%. Ad influenzare il cambiamento di orientamento vi è stata anche l'azione negli Usa di alcuni Stati repubblicani come Texas e West Virginia che hanno pianificato di boicottare i gruppi che discriminano nelle loro politiche d'investimento le fonti fossili. Le convenienze di breve frenano le scelte di sostenibilità il cui ritorno si misura nel medio termine.
 
Alla Cop 26 era stato ribadito dalle 197 Parti firmatarie l'obiettivo di non superare 1.5° di aumento delle temperature, la traiettoria in cui ci si stava muovendo indicava però che si sarebbe raggiunto nel 2050 un aumento di 2,5°-3° se non si fossero adottate politiche più incisive. La Cop27 che si terrà a novembre in Egitto dovrebbe raccogliere le indicazioni e gli impegni delle nuove politiche. Nel contesto geopolitico che si annuncia sarà difficile trovare un consenso anche solo di facciata. Da subito i cittadini dovrebbero far sentire la loro voce con azioni di contrasto a decisioni che prolungano l'uso di fonti fossili, preparandosi al peggio adattandosi a vivere in un mondo più caldo, reclamando infrastrutture appropriate e adottando modelli di consumo che usano meno energia da fonti fossili in modo permanente e non solo, come sta avvenendo, come reazione agli alti prezzi che sostengono i profitti correnti degli investitori.
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