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Le costruzioni tirano nel residenziale

ů ma la sfida Ŕ sulle infrastrutture del PNRR

Giuseppe Roma 29/07/2022

Le costruzioni tirano nel residenziale Le costruzioni tirano nel residenziale Secondo il Fondo Monetario, l’Italia metterà a segno, nel 2022, un significativo aumento del Pil, superiore alla media dell’Euro Area, come pure al risultato di Francia e Germania. Poi, nel 2023, rallenteremo e purtroppo la frenata riguarderà anche le altre grandi economie europee. Molti sono i fattori internazionali che determinano questi risultati, tuttavia si può ipotizzare che, in Italia, grazie al sostegno pubblico profuso in abbondanza per sostenere la crescita, un ruolo fondamentale lo abbia giocato il settore delle costruzioni. Nel periodo febbraio-aprile 2022 la produzione edilizia è cresciuta del 7%, con qualche segnale di rallentamento nei mesi più recenti, forse anche per carenza di materiali e componenti industriali. Un certo incremento hanno registrato anche le autorizzazioni edilizie. Nel settore residenziale, le abitazioni autorizzate nel primo trimestre 2022 sono aumentate dell’8,4% rispetto al corrispondente trimestre dello scorso anno. Ma nello stesso periodo le compravendite di alloggi sono cresciute del 12%. Il mercato immobiliare è in grande effervescenza, nel 2021 ha toccato i 749 mila alloggi compravenduti, un record storico. Ma di questi solo il 7,8% è di nuova costruzione o ristrutturato.
 
Le costruzioni restano pertanto legate alla riqualificazione di edifici residenziali esistenti, con interventi di efficientamento parziale, realizzati in modo diffuso e spontaneo, senza indirizzi e criteri di programmazione urbanistica. Con una facciata ritinteggiata e molte altre confinanti ancora scrostate è difficile che si migliori il decoro di una strada o di un quartiere. Ben diversa è la situazione di altri paesi dove la sostenibilità ambientale significa realizzazione di eco-quartieri su brown field, a consumo di suolo zero. Con i tanti bonus (110%, barriere architettoniche, facciate, ecobonus, ristrutturazioni, restauri) si è stimolato il comparto con ottimi risultati occupazionali. Ma è facile pronosticare che questo exploit edilizio difficilmente possa essere considerato la fase iniziale di un duraturo processo espansivo. Sono le infrastrutture e gli impianti tecnologici che, migliorando i contesti territoriali, danno un contributo decisivo alla crescita dell’economia nel suo complesso. Prima o poi partiranno effettivamente anche le opere pubbliche per cui furono nominati i “commissari sblocca-cantieri” più di due anni fa. E’ la sfida più importante di tutto il PNRR, che non possiamo bucare.
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