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Energia, verso risparmi e razionamenti

Il prossimo inverno si annuncia difficile

Pia Saraceno 20/07/2022

Energia, verso risparmi e razionamenti Energia, verso risparmi e razionamenti La probabilità che il picco storico della domanda invernale di gas dell’Italia non possa essere soddisfatta sarebbe del solo 5%, ma a condizione che: le temperature invernali si mantengano su livelli ”normali”, le forniture dall’Algeria e gli arrivi di gas liquido (LNG) procedano al massimo consentito dalla capacità esistenti, la Russia fornisca almeno le quantità minime previste dai contratti, gli  stoccaggi siano riempiti al 90% alle soglie della stagione invernale. Questa la stima dell’Osservatorio Energia REF-E MBS. La probabilità che tutte queste condizioni favorevoli non siano soddisfatte è tuttavia piuttosto elevata. Il cambiamento climatico potrebbe protrarre una situazione di temperature fuori dal “normale”, Il livello degli stoccaggi è a fine giugno solo del 54%, contro il 70% raggiunto in media storicamente alla stessa data, vi sono ancora le possibilità tecniche di raggiungere il 90%, ma molto dipenderà da come Gazprom onorerà nei prossimi mesi i propri impegni. La capacità di liquefazione mondiale potrebbe non essere adeguata a soddisfare tutta la domanda aggiuntiva dell’Europa, basterebbero piccoli incidenti o situazioni anche temporanee di fuori servizio negli impianti di liquefazione per far ulteriormente aumentare i prezzi e metter in crisi il flusso degli approvvigionamenti via nave. Il blocco delle forniture dalla Russia da solo innalzerebbe al 34% la probabilità che la domanda invernale non possa essere soddisfatta, la concomitanza con gli altri eventi innalzerebbe ovviamente questa probabilità. I consumi di gas sono già scesi, in media del 4%, per contenere l’impatto degli interventi di razionamento è indispensabile una più consistente modifica dei comportamenti individuali, lo ricorda il Presidente dell’Arera nella sua relazione annuale, sollecitando il Governo ad azioni immediate di sensibilizzazione.
 
Per ora sono stati gli alti prezzi a contenere la domanda, da settembre del 2021 a parità di temperature rispetto all’inverno dell’anno precedente il contributo del residenziale alla riduzione delle importazioni di gas è valutabile in di circa 2 mld di metri cubi, e la riduzione della domanda dell’industria (8% nei primi sei mesi) si è verificata nonostante la tenuta dei livelli di attività economica. Ma a fronte di una riduzione della domanda finale di industria e domestico vi è stato un aumento di quella per produrre elettricità, sospinta dalla riduzione dell’idroelettrico e dall’aumento dei consumi. Nelle prossime settimane si prevedono alte temperature, con tutta probabilità il consumo elettrico per raffrescamento crescerà ancora e la produzione idroelettrica subirà ulteriori contrazioni, per l’effetto della siccità conseguenza a sua volta del cambiamento climatico. Stanno continuando a crescere i consumi di gas per produrre elettricità e solo il ritorno alla normalità climatica nel 2023 potrà frenarne la dinamica. Il Ministro per la Transizione Ecologica dopo averci rassicurato per tutta la primavera sulla nostra capacità di poter affrontare l’inverno, si prepara a mettere in campo le procedure per gestire l’emergenza, che imporranno cambiamenti significativi negli stili di vita, più rapidamente procederemo ad evitare sprechi, meno significativo sarà l’impatto delle misure di emergenza. Le raccomandazioni del regolatore sulla necessità di una campagna di sensibilizzazione nei confronti dei consumatori dovrebbero essere seguite da azioni immediate a tutto campo, non si tratterà solo di contenere il riscaldamento nelle case pensando all’inverno, ma di porre un limite al raffrescamento, che con la diffusione delle pompe di calore è uno dei fattori che spinge la domanda elettrica. Ricordandoci peraltro che una maggiore diffusione delle rinnovabili avrebbe potuto vederci meglio attrezzati a sopportare le ondate di calore.
 
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